Come cambia la previdenza per i giovani

Con l’applicazione delle nuove norme previste dalla Finanziaria 2008 e dalla legge 247/2007 (pacchetto sul Welfare) sono in arrivo numerose novità per i giovani. L’Inps le ha riassunte
ed illustrate, in modo da fornire un quadro completo ed esauriente.

Totalizzazione del contributi – Dal 2008 è più semplice totalizzare i contributi versati nelle diverse gestioni pensionistiche della previdenza obbligatoria.
Le nuove norme, infatti, riducono a 6 a 3 anni il limite minimo di anzianità contributiva necessario per cumulare i contributi nelle varie gestioni pensionistiche e prevedono che possano
essere cumulati anche i periodi che permettono di raggiungere il diritto alla pensione.
I lavoratori più giovani, inoltre, possono accedere al trattamento pensionistico interamente con il sistema contributivo e le nuove norme hanno eliminato le limitazioni preesistenti alla
possibilità di totalizzare i periodi contributivi.
I lavoratori che intendono totalizzare i contributi delle diverse gestioni, comunque, devono rispettare alcuni requisiti:
– devono avere versato in ogni gestione assicurativa almeno 3 anni di contributi:
– devono possedere almeno 20 anni di contribuzione complessiva e 65 anni di età oppure
– devono aver raggiunto 40 anni di contribuzione complessiva a prescindere dall’età.
La domanda per la totalizzazione deve essere presentata all’ente presso il quale risultano versati gli ultimi contributi, che provvederà ad accertare il diritto alla totalizzazione e
calcolerà la quota di pensione di propria competenza in proporzione all’anzianità contribuiva maturata dal lavoratore.
Lo stesso calcolo verrà eseguito dalle diverse gestioni cui il lavoratore ha versato i contributi e, anche se il pagamento della pensione è effettuato dall’Inps, l’onere rimane a
carico delle singole gestioni in relazione alle rispettive quote.

Il riscatto della laurea – I lavoratori dipendenti e autonomi (artigiani, commercianti, coltivatori diretti, mezzadri e coloni), i lavoratori iscritti ai fondi speciali e gli iscritti
alla Gestione separata (collaboratori coordinati e continuativi, venditori a domicilio, liberi professionisti senza Cassa di categoria) possono riscattare il periodo di studi occorso per
terminare il percorso di studi universitario versando i contributi in un’unica soluzione o in forma rateale.
Il riscatto può essere richiesto per coprire i seguenti periodi:
– il corso legale di laurea, lauree brevi e titoli equiparati;
– il lavoro dipendente svolto all’estero in paesi non convenzionati con l’Italia;
– i periodi di assenza facoltativa per gravidanza, puerperio e assistenza ai familiari disabili, a partire dal 1° gennaio 1994;
– i congedi per gravi motivi familiari della durata massima di due anni;
– i congedi per formazione e studio;
– il lavoro prestato come parasubordinato prima del 1996;
– le interruzioni o sospensioni del rapporto di lavoro, quando sono previste da una specifica disposizione di legge o contrattuale, per una durata massima di tre anni a partire dal 1°
gennaio 1994 (in alternativa è possibile chiedere l’autorizzazione alla prosecuzione volontaria).
Dal 1° gennaio 2008, inoltre, possono richiedere il riscatto della laurea tutti i lavoratori soggetti al regime contributivo ed anche coloro che non hanno ancora iniziato l’attività
lavorativa e che, dunque, non sono iscritti ad alcuna forma previdenziale.
L’importo può essere rateizzato fino a 120 rate senza interessi e l’Inps invia ai richiedenti i bollettini per il pagamento, comunicando l’importo da versare.
Il richiedente, inoltre, può dedurre a fini fiscali il contributo versato, mentre i familiari che lo hanno in carico possono dedurre il 19% dell’importo del riscatto.

Lavoratori parasubordinati – Le nuove norme aumentano le tutele per i lavoratori parasubordinati sul fronte dell’indennità di malattia e di maternità.
Per lavoratori parasubordinati si intendono coloro che sono iscritti alla Gestione separata dell’Inps poiché percepiscono redditi derivanti da:
– rapporti di collaborazione coordinata e continuativa o a progetto
– attività professionale
– lavoro autonomo occasionale (se il reddito annuo è superiore a 5.000 euro)
– vendita a domicilio (se il reddito annuo è superiore a 5.000 euro)
– associazione in partecipazione.
In particolare le lavoratrici parasubordinate possono godere del congedo di maternità per i 2 mesi precedenti al parto ed i 3 mesi successivi percependo un’indennità pari all’80%
della retribuzione media giornaliera.
I parasubordinati che non siano iscritti ad altre forme di assicurazione obbligatoria o non siano pensionati, inoltre, hanno diritto a percepire l’indennità di malattia e possono
beneficiare della copertura figurativa dei periodi di interruzione dal lavoro per maternità o malattia.
Infine, dal 1 gennaio 2008, è stata innalzata l’aliquota contributiva spettante agli iscritti alla Gestione Separata: nell’anno corrente, infatti, essa sarà pari al 24%, nel 2009
verrà portata al 25% e nel 2010 salirà al 26%.
Ad essa, inoltre, deve essere aggiunto lo 0,72% che consente di finanziare l’indennità di maternità, l’assegno per il nucleo familiare e l’indennità di malattia che, a
partire dal 1° gennaio 2007, spetta anche per i periodi di malattia che non comportano il ricovero ospedaliero.
L’aliquota, invece, si attesta al 17% per le seguenti categorie di lavoratori:
– i collaboratori e i professionisti iscritti ad altre forme di previdenza obbligatoria;
– i titolari di pensione diretta, cioè quella derivante da contributi versati per il proprio lavoro;
– i titolari di pensione di reversibilità.

Indennità di disoccupazione – Dal 2008 è stata portata ad 8 mesi la durata dell’indennità di disoccupazione ordinaria per i lavoratori aventi meno di 50 anni, mentre
quella spettante agli ultracinquantenni è salita a 12 mesi.
Parallelamente è cresciuto anche l’importo spettante ai disoccupati, che percepiranno il 60% dell’ultima retribuzione per i primi 6 mesi, il 50% per i 2 mesi successivi ed il 40% per
l’ulteriore periodo.
Ad aumentare, infine, è l’indennità di disoccupazione con requisiti ridotti che sale al 35% della retribuzione media giornaliera per i primi 120 giorni e al 40% per i giorni
successivi (per un numero di giornate pari a quelle effettivamente lavorate nell’anno precedente e per una durata massima di 180 giorni).
La disoccupazione con requisiti ridotti, in particolare, spetta a coloro che non hanno raggiunto 52 contributi settimanali negli ultimi due anni, ma che nell’anno precedente hanno lavorato
almeno 78 giornate (comprese le festività e le giornate di assenza indennizzate) o che risultano assicurati da almeno due anni e possono far valere almeno un contributo settimanale prima
del biennio precedente la domanda.

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