Coldiretti: parte la trattativa sul latte tra industriali e allevatori

Dopo la protesta davanti agli stabilimenti gli allevatori si spostano nel cuore di Milano in occasione della riapertura delle trattative per il prezzo del latte che si terranno presso la sede
di Uniocamere, fra rappresentanti dei produttori e quelli degli industriali.

Lo rende noto la Coldiretti nel sottolineare che nel giorno del negoziato, martedì 10 giugno 2008 dalle 16 alle 18, a Milano all’angolo tra via Galvani e via Restelli verrà
regalato ai cittadini un vero brindisi di latte italiano per sostenere le trattative che si svolgono a pochi passi.

Così mentre andrà avanti il confronto per riconoscere agli allevatori il giusto prezzo per il loro prodotto, in strada – sottolinea la Coldiretti – i consumatori potranno fare il
pieno gratuito di uno dei tesori del Made in Italy, che rischia di scomparire: negli ultimi venti anni hanno chiuso i tre quarti degli allevamenti italiani che si sono ridotti da oltre 180mila
a poco piu’ dei 45mila attualmente in attività.

«Noi il latte lo rispettiamo e non lo buttiamo via – afferma la Coldiretti – preferiamo regalarlo alle famiglie che, siamo sicuri, lo sanno apprezzare e valorizzare. Le aziende agricole
non hanno chiesto aumenti di prezzo, ma solo la conferma di quello esistente a 42 centesimi e senza rincari per i consumatori nei negozi al dettaglio, dove viene venduto a più di un euro
e mezzo al litro». Secondo la Coldiretti, le maggiori spese per energia e foraggio stanno mettendo le stalle in crisi e i 42 centesimi rappresentano il minimo vitale per sopravvivere.
«Le nostre aziende – spiega la Coldiretti – si stanno battendo con le unghie e con i denti per continuare a lavorare e a garantire prodotti italiani ai consumatori e ai caseifici. E per
non dare a nessuno la scusa per rincari a spese delle famiglie, abbiamo chiesto semplicemente una conferma del vecchio prezzo, nonostante in Germania si paghino già 43 centesimi al
litro. Pensiamo che il nostro sia un comportamento responsabile. Vogliamo sperare che le industrie abbiano lo stesso atteggiamento». In caso contrario la guerra per il latte Made in Italy
andrà avanti a oltranza.

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