COCONUT miglior progetto in Europa per i sistemi embedded nel 2007
20 Febbraio 2008
Presentato questa mattina nella sala Barbieri di Palazzo Giuliari COCONUT, miglior progetto europeo, su 200, nel 2007 nell’ambito del tema delle Tecnologie dell’Informazione e della
Comunicazione (ICT) del 7° Programma Quadro per i sistemi embedded, quei sistemi informatici che costituiscono il «cuore» di molte tecnologie di uso quotidiano: dal
cellulare, al navigatore satellitare, dal forno a microonde all’antifurto dell’auto fino a dispositivi medici per operazioni mini-invasive o per l’analisi di immagini da TAC e risonanze
magnetiche.
Alla conferenza stampa erano presenti il Rettore Alessandro Mazzucco, Carlo Combi, Direttore del Dipartimento di Informatica dell’ateneo veronese e
Franco Fummi, ordinario di Sistemi di elaborazione delle informazioni nel Corso di laurea di Informatica alla facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali e
coordinatore del progetto COCONUT.
COCONUT (A COrrect-by-CONstrUction Workbench for Design and Verification of Embedded Systems) nasce con lo scopo di mettere a punto una metodologia e un insieme di
strumenti informatici che permettano la progettazione e la verifica di sistemi embedded, quelle tecnologie nascoste e personalizzate, «immerse» e progettate
appositamente per una determinata applicazione che permettono il dialogo con altri sistemi informatici attraverso la connessione alla rete.
Il gruppo di ricerca ESD (Electronic System Design) del Dipartimento di Informatica dell’Università di Verona coordina 7 partner europei e 50 ricercatori. Il progetto, partito lo scorso
gennaio, si concluderà nel giugno 2010 e ha un budget totale di circa 3,2 milioni di euro, 2,5 dei quali finanziati dalla Comunità Europea.
«Dati e finanziamenti che dicono l’eccellenza della ricerca condotta nel nostro Dipartimento di Informatica – ha sottolineato il rettore Alessandro Mazzucco -. Abbiamo
ottimi ricercatori che lavorano con passione in questa Università, chiamata ad entrare sempre di più in un sistema competitivo di conoscenze, tecnologie e strutture. Nei 25 anni
della sua breve storia l’ateneo veronese ha raggiunto risultati eccellenti nella ricerca, in particolare nel settore dell’informatica. Ora è tempo di fare sistema con la città di
Verona per fare ricerca insieme al tessuto imprenditoriale locale e non solo».
Una collaborazione con il territorio che ha portato alla nascita dei due spin off di ateneo, società compartecipate dall’Università ma aperte a partnership con aziende esterne.
«EVS Embedded Vision System e EDAlab sono i due spin off di ateneo – ha ricordato Carlo Combi, Direttore del Dipartimento di Informatica – nati
all’interno del nostro Dipartimento. Un segno concreto della sinergia e dell’incontro tra il fare ricerca in Università e la capacità di fare impresa. Uno strumento inoltre per
dare futuro ai nostri ricercatori».
Con l’équipe veronese lavorano sette partner europei per un totale di 50 ricercatori coinvolti. Al Consorzio che sottende al progetto partecipano infatti atenei, enti e istituzioni
internazionali esperti nella progettazione e nella verifica di sistemi embedded: il Centro per l’Energia Atomica Francese, la Fondazione Bruno Kessler di Trento,
l’Università di Southampton (Inghilterra), l’Università di Paderborn (Germania), l’Università di Graz (Austria) e due aziende francesi del settore, Aerielogic e
Certess.
«L’Università di Verona e il tessuto imprenditoriale veronese fa ricerca sui sistemi embedded – ha precisato Franco Fummi, coordinatore di COCONUT -. E il ruolo
che come èquipe ricopriamo in questo progetto europeo ne è la conferma. In particolare con questa ricerca costruiremo quelle metodologie che servono per verificare la correttezza
di costruzione e di funzionamento di un sistema embedded, quel sistema informatico che viene asservito ad un altro sistema per farlo funzionare meglio. Sistemi che vengono appositamente
studiati, per forma, dimensione e misura al prodotto cui devono essere applicati: pensiamo al cellulare o al navigatore satellitare, le tecnologie a noi più vicine».
Informazioni sul progetto al sito web del Dipartimento di Informatica dell’Università di Verona, nell’area relativa al gruppo di ricerca ESD: .





