Class action. E' rinvio, a quando non si sa

Firenze – Il Governo ha deciso, l’entrata in vigore dell’azione giudiziaria collettiva e’ sospesa: da luglio niente class action? a data da
destinarsi, da un parte siamo soddisfatti perché non entrerà in vigore una normativa che e’ il contrario del buon diritto e dell’uguaglianza costituzionale, dall’altra siamo
preoccupati perché i tempi non sono indicati e, memori di come i Governi tralascino le «patate bollenti» (ché di questo si tratta), temiamo che il Governo si possa
arrogare il diritto di annullare di fatto la possibilità di questa azione giudiziaria.

Per questo auspichiamo che sia il Parlamento, piuttosto che il Governo ad occuparsene: i diritti di rivalsa dei cittadini lesi necessitano di norme non dettate dalla lotta degli
schieramenti…. certamente non siamo nati ieri e siamo consapevoli che i poteri economici che hanno indotto il Governo a questo blocco hanno un loro peso anche nel Parlamento, ma almeno
verranno meglio allo scoperto e, soprattutto, sapremo chi e’ per i diritti dei cittadini consumatori e utenti. Quando nella passata legislatura ci fu il voto sulla class action (inserita in
Finanziaria), il pronunciamento fu solo «per partito preso» e non confrontandosi sui tempi, con la beffa di un voto di maggioranza raggiunto solo grazie all’errore di un deputato
dello schieramento avverso.

Le attuali norme sulla Class Action le reputiamo carenti e pericolose. Per questo un nostro disegno di legge e’ stato depositato grazie alla sen. Donatella Poretti e auspichiamo che possa
servire da battistrada per la riformulazione normativa.
Il nostro disegno di legge e’ basato su aspetti utili per aziende e danneggiati, partendo dal presupposto che buone e oneste aziende facciano altrettanta buona e onesta economia, nonché
business per tutti, Stato incluso. Ecco gli aspetti salienti:
– legittimità ad agire per ogni soggetto che abbia interesse a farlo;
– introduzione del «danno punitivo«: ai danneggiati deve essere rimborsato non solo il danno emergente ed il lucro cessante, ma anche il maggior profitto realizzato attraverso
l’illecito;
– incentivare sul piano economico l’utilizzo dello strumento. Nessun rischio legale per chi aderisce all’azione collettiva. Disincentivare l’avvio pretestuoso delle cause da parte dei
professionisti che le seguiranno;
– automatismo fra sentenza e risarcimento del danno. Istituire il «curatore amministrativo», nominato dal Giudice, con il compito di procedere all’esecuzione materiale della
sentenza rimborsando direttamente gli aventi diritto;
– normatura degli abusi.
– eventuale transazione sottoposta a votazione di tutti i partecipanti all’azione collettiva.

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