CIA: per i redditi 2008 degli agricoltori si preannuncia un nuovo taglio
10 Ottobre 2008
La Cia evidenzia una situazione sempre più difficile per le imprese agricole. In Europa i nostri produttori sono ormai fanalino di coda in termini reddituali. In otto anni la
flessione è stata del 18,2 per cento. Anche per quest’anno si prevede un bilancio negativo.
Prezzi in caduta libera sui campi e anche per il 2008 si prospetta un nuovo taglio dei redditi degli agricoltori. A sottolinearlo è la Cia-Confederazione italiana agricoltori
preoccupata per uno scenario che si fa sempre più complesso per le imprese agricole, per di più già alle prese con costi produttivi (più 10 per cento in
agosto) ed oneri sociali in continua crescita.
I prezzi alla produzione -avverte la Cia- hanno imboccato da mesi una china discendente e a settembre -come rileva l’Ismea- hanno registrato un calo del 2,5 per cento rispetto ad
agosto. Flessione che arriva 6,5 per cento nei confronti dell’analogo periodo dello scorso anno. Un vero e proprio crollo si ha per i cereali che, sempre in relazione al 2007,
mettono a segno una perdita del 19,6 per cento. Stesso discorso per gli ortaggi e i legumi, la cui diminuzione arriva addirittura al 30,6 per cento. Ma sono tutti i comparti a segnare
una battuta d’arresto, mentre al consumo la corsa al rialzo resta sempre alquanto sostenuta.
E tutto ciò dimostra che -rileva la Cia- i mercati agricoli sono altamente inefficienti, ad alta frammentazione nella fase produttiva, ad alta concentrazione nella fase
distributiva. E l’inefficienza del sistema viene a pesare proprio sulle spalle della base produttiva agricola in termini di minori ricavi e a fronte di impennate del costo
dei fattori produttivi.
La combinazione calo dei prezzi all’origine e i rincari dei costi diventa così una miscela esplosiva che porta inevitabilmente alla flessione dei redditi degli imprenditori
agricoli anche per quest’anno. Nel 2007 si era, infatti, avuta una diminuzione del 2 per cento (in controtendenza con l’andamento registrato da Eurostat nei principali paesi
europei) che faceva seguito al meno 3,4 per cento del 2006 e al meno 10,4 per cento del 2005.
D’altra parte, dal 2000 -ricorda la Cia- è stato un crollo verticale (meno 18,2 per cento) per i redditi italiani, mentre nel complesso Ue si è registrato un aumento
del 16 per cento. I nostri imprenditori hanno visto scendere i loro redditi con una media superiore al 2 per cento annuo. Ma dal 2004 la situazione è precipitata in maniera
drammatica, determinando il calo più marcato tra i paesi europei.
Ben diverso -afferma la Cia- l’andamento reddituale agricolo in Germania, dove negli ultimi otto anni si è avuto un incremento di circa il 33 per cento. Cifra raggiunta
anche nel Regno Unito. Meno accentuata la crescita in Francia (più 5,6 per cento) e in Spagna (più 5,3 per cento).
Per quanto riguarda il 2007, i redditi degli agricoltori europei, rispetto all’anno precedente, sono aumentati mediamente del 5,4 per cento, con variazioni -sottolinea la Cia- che vanno
dal più 39,3 per cento della Lituania al meno 16,7 per cento della Romania.




