Cia Modena: la crisi dell'agricoltura fa chiudere le imprese agricole
24 Giugno 2008
“Siamo consapevoli del difficile contesto economico, dove assistiamo ad un aumento generalizzato dei prezzi che preoccupa una larga parte delle famiglie, ma proprio questa situazione sta
determinando una profonda crisi e chiusura di imprese agricole con inevitabile contrazione dei livelli occupazionali”. Così la Cia di Modena, che partecipa agli incontri per il
rinnovo del contratto provinciale degli operai agricoli per l’aggiornamento economico e normativo, pur apprezzando il senso di responsabilità dimostrato dal sindacato nella
provincia, mette in luce le gravi difficoltà che da tempo attraversano l’agricoltura.
“Oltre ad un aumento generalizzato dei costi energetici, dei carburanti e dei beni di largo consumo -dice Stefania Flammia della Cia provinciale- sono saliti anche i prezzi delle derrate
alimentari dei quali, in generale, non hanno beneficiato in termini di recupero di reddito le aziende agricole costrette a subire anch’esse rilevanti aumenti dei costi dei fattori di
produzione”.
La Cia di Modena segnala, ad esempio, che nel comparto frutticolo le ciliegie dal prezzo di 2 -3 euro al chilogrammo alla produzione, sui banche della spesa arrivano a quasi 9. Anche nel
comparto zootecnico, con il Parmigiano reggiano che vale all’ingrosso 7,5-8 euro al chilogrammo, viene venduto al consumo a cifre che superano i 14 euro.
“Il prezzo riconosciuto alle imprese agricole ed agli allevatori non coprono i costi di produzione -aggiunge Flammia- e soffrono soprattutto le imprese che hanno investito in termini di
innovazione e di sostenibilità ambientale. A ciò si aggiunge l’andamento climatico avverso che ha danneggiato fortemente le colture ortofrutticole e cerealicole,
nonché la fienagione”.
C’è, quindi, un forte ridimensionamento delle imprese agricole con una inevitabile conseguenza sui livelli occupazionali.
“In questo contesto -precisa ancora Flammia- la Cia ritiene che gli adeguamenti contrattuali dovranno necessariamente trovare un giusto equilibrio per consentire il superamento di questa
delicatissima fase che può avere pesanti ripercussioni sul piano occupazionale”.
Infine, la Cia modenese manifesta la propria preoccupazione per le conseguenze delle agitazioni contro il caro carburante annunciate dalle organizzazioni degli autotrasportatori. “Questa
protesta coincide con la campagna di raccolta dei cereali già duramente provati dal maltempo. Per tale motivo la Cia di Modena sta promuovendo ‘soluzioni di equilibrio’ che
garantiscano il regolare svolgimento della mietitura e trasporto al fine di evitare ulteriori aggravi di costi di gestione che inevitabilmente si riverserebbero prima sull’impresa agricola e
poi sul consumatore”.





