CIA: A rischio le nocciole «made in Italy»

 

La Cia, che ha riunito il Coordinamento territoriale del settore, denuncia una situazione sempre più grave. Controlli rigorosi alle frontiere sulle partite che vengono dalla
Turchia e possono contenere pesticidi superiori ai livelli Ue. Subito un Osservatorio permanente dei prezzi e l’indicazione d’origine.

Sempre più a rischio le nocciole «made in Italy». I prezzi sul campo sono in caduta libera e il mercato mostra una preoccupante instabilità. In alcune aree vi
è addirittura una anomala stasi della domanda. E su tutto incombe minacciosa l’incertezza sulle prossime importazioni turche che potrebbero crescere eccessivamente se non
partiranno, come è avvenuto negli anni scorsi, interventi statali di contenimento da parte del governo di Ankara. La denuncia viene dalla Cia – Confederazione italiana
agricoltori che ha riunito il Coordinamento territoriale di settore per un esame di una situazione che si presenta alquanto critica e può avere riflessi pesantemente negativi per
i produttori agricoli che sono già alle prese con crescenti costi di gestione aziendale.

Siamo in presenza – avverte la Cia – di una difficile congiuntura che va affrontata con un’adeguata azione. La noccicoltura, del resto, è molto importante per il nostro
Paese che è, dopo la Turchia, il secondo produttore mondiale di nocciole (il 14 per cento del mercato globale e l’81 per cento di quello europeo).

Secondo la Cia, sono urgenti misure di maggiore trasparenza del mercato, soprattutto attraverso la costituzione di un Osservatorio prezzi permanente. Occorrono, tuttavia, anche
controlli sanitari maggiori e più rigorosi alle frontiere sulle partite di nocciole provenienti dalla Turchia che spesso contengono pesticidi superiori ai livelli massimi
consentiti in Europa.

Un aspetto, questo, sul quale il nostro Governo – sottolinea la Cia – dovrà vigilare affinché in sede comunitaria non passi la proposta turca di aumentare i livelli
massimi di fitosanitari oggi consentiti sulla frutta in guscio.

Per le nocciole, inoltre, come è avvenuto recentemente per l’olio d’oliva, è indispensabile lavorare – propone la Cia – per una chiara indicazione
dell’origine della materia prima nel prodotto trasformato, se non si vuole chiudere definitivamente questo importante comparto agricolo italiano.

 

Leggi Anche
Scrivi un commento