Caseifici senza latte a giugno se ai produttori non verrà riconosciuto un congruo prezzo

I caseifici che nel mese di aprile hanno pagato il prodotto agli allevatori a un prezzo decisamente inferiore rispetto a quello riconosciuto fino a marzo potrebbero ritrovarsi a giugno senza
latte.

L’Associazione Produttori Latte Piemonte, d’intesa con le organizzazioni professionali agricole, ha infatti invitato i propri associati a contestare le fatture per la fornitura di latte nei
casi in cui i caseifici abbiamo riconosciuto un prezzo inferiore allo 0,42 euro al litro previsto dall’accordo regionale fino al 31 marzo, con la conseguente minaccia di interrompere le
consegne di latte, a partire da giugno, se non si addiverrà alla determinazione di un congruo corrispettivo. A onor del vero, la maggior parte dei caseifici ha corrisposto ai produttori
un prezzo in linea con le quotazioni della passata campagna, ma alcuni stabilimenti, in modo unilaterale e arbitrario, hanno invece deciso di pagare un prezzo del tutto inadeguato (0,30 euro al
litro).

«Questi comportamenti, per nulla rispettosi degli allevatori, potrebbero ritorcersi contro le stesse industrie – ha dichiarato Pierangelo Cumino, presidente della sezione lattiero
casearia di Confagricoltura Piemonte – se la grande distribuzione, a causa del minor costo della materia prima, stabilisse un ribasso dei listini. Non vogliamo creare allarmismi, anzi
auspichiamo di arrivare ad un accordo tra le parti che possa ristabilire una più equilibrata distribuzione di valore all’interno della filiera e riconoscere una giusta remunerazione ai
produttori. Attendiamo con fiducia anche la fissazione del prezzo del latte in Lombardia, regione dove si produce la maggior parte del latte italiano e dalla quale ci arrivano segnali
promettenti».

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