Case popolari, Scotti replica al SUNIA

Lombardia – «A riguardo di accessi e canoni delle case popolari il Sunia si arrampica sui vetri dando l’impressione di voler solo conservare il consenso di certi suoi adepti, la
Regione invece va incontro a chi ha davvero bisogno e lo protegge dai furbi, da chi ha goduto per anni di ingiusti privilegi».

Secca la risposta dell’assessore alla Casa, Mario Scotti, alla critiche di uno dei sindacati degli inquilini.
«La nostra norma – spiega Scotti – proporziona il canone alla vera situazione economica di chi abita nell’alloggio popolare, calcolando quindi anche le rendite finanziarie, considerate
solo per il 4% e le proprietà immobiliari possedute altrove, per altro considerate solo per il 20% del loro valore ai fini Ici. E questo sarebbe sbagliato?».

«Il Sunia – aggiunge Scotti – non può dimenticare che per le famiglie realmente più bisognose, quelle che non sono in grado di pagare l’intero seppur basso canone di
locazione, abbiamo confermato presso le Aler un fondo di solidarietà (che per il 2006 è stato di 6,5 milioni di euro). E, al di là delle case Aler, da anni Regione
Lombardia stanzia decine di milioni di euro per il sostegno affitti. Proprio ieri, per quest’anno, abbiamo liquidato ai Comuni ben 68 milioni per sostenere oltre 64.000 famiglie, che avrebbero
anche diritto ad alloggi Erp.
Questi alloggi spesso sono invece occupati da persone che hanno la disponibilità economica per stare sul libero mercato».
«Speriamo che il Natale porti in dono a certi sindacalisti – conclude scherzosamente Scotti – un po’ di antidoto alla demagogia».

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