CASCINA MONLUE’ DAL DEGRADO ALLA RINASCITA
24 Gennaio 2026
La Cascina Monluè ha radici nel Medioevo come grangia (complesso agricolo-abbaziale) fondata dai frati Umiliati di Santa Maria di Brera
Un posto dove vivere, lavorare, trovare ristoro, ma anche partecipare a momenti di cultura e aggregazione, in un clima di partecipazione e prossimità.
Milano, 23 gennaio 2026
| A cura di ASSOEDILIZIA informa |
I luoghi di Milano tra storia, leggenda e attualità.
Cascine storiche di Milano
CASCINA MONLUE’, DAL DEGRADO ALLA RINASCITA
La Cascina Monluè ha radici nel Medioevo come grangia (complesso agricolo-abbaziale) fondata dai frati Umiliati di Santa Maria di Brera. Il nome stesso Monluè deriva da Mons Luparium (“monte dei lupi”), probabilmente ricollegabile a un rilievo naturale circondato da boschi e paludi già noto ai Longobardi.

Il complesso era un vero borgo agricolo con mulino, stalla, abitazioni e chiesa, seguendo il modello delle abbazie Umiliate, con una corte centrale e gli edifici disposti attorno ad essa. La costruzione della chiesa romanica dedicata a San Lorenzo risale al 1267.
Nel 1571 l’ordine degli Umiliati fu soppresso dopo un conflitto con san Carlo Borromeo e la proprietà cambiò diversi possessori. Nel XVIII e XIX secolo, l’impianto fu modificato (aggiunta della stalla sul lato nord e il mulino con la forma attuale).
Arriviamo al 1851, quando il complesso venne acquisito dal Consiglio degli Orfanotrofi e dal Pio Albergo Trivulzio come casa agricola.
Nel Secondo Dopoguerra l’area cominciò a spopolarsi per il declino dell’agricoltura; nel 1974 la costruzione della Tangenziale Est ne isolò definitivamente il legame con la città, peggiorando il degrado.
Dal degrado alla rinascita. Dal 2019 il Comune di Milano l’ha concessa fino al 2069 all’Impresa Sociale Cascina Monluè – la corte del bene comune, che sta guidando un progetto di restauro conservativo e riqualificazione.
Costituita nel 2019 da una rete di organizzazioni sociali, ha lo scopo di realizzare un contesto urbano inclusivo, promotore di comunità e libero da ogni forma di discriminazione, dove tutti i cittadini del territorio, anche i più fragili, possono trovare delle opportunità. Un posto dove vivere, lavorare, trovare ristoro, ma anche partecipare a momenti di cultura e aggregazione, in un clima di partecipazione e prossimità.
Il complesso è vincolato dalla Soprintendenza per il suo valore storico-testimoniale, motivo per cui il restauro è condotto con cura conservativa. I lavori includono il recupero degli spazi storici e la fusione di architettura storica con moderne soluzioni funzionali.
Prevede la riqualificazione paesaggistica e funzionale del complesso composto da otto corpi che si sviluppano attorno ad una corte, su un’area di circa 3.700 mq.
I lavori, iniziati tre anni fa, nel 2022, sono in fase di conclusione. L’importo complessivo è di 7 milioni di euro. Oggi comunque la ristrutturazione non è ancora completata né aperta al pubblico: ma presto questo luogo, di grande significato nella storia passata e presente di Milano, sarà restituito alla città.
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