Casa, Scotti: «67 milioni per contratti di quartiere»

Milano – Sono 67 i milioni di euro che la Giunta regionale della Lombardia, su proposta dell’assessore alla Casa e Opere Pubbliche, Mario Scotti, di concerto con gli assessori alla
Famiglia e Solidarietà Sociale, Gian Carlo Abelli, al Commercio, Franco Nicoli Cristiani, alla Protezione Civile, Prevenzione e Polizia Locale, Massimo Ponzoni, all’Artigianato e
Servizi, Domenico Zambetti, e alle Reti e Servizi di Pubblica Utilità, Massimo Buscemi, ha destinato al «secondo programma regionale per i Contratti di Quartiere».

Si apre così la fase 2, quella «concorsuale», grazie alla quale saranno individuate le proposte che meglio rispondono agli obiettivi (già dichiarati e individuati in 4
«assi di intervento«) di risparmiare risorse energetiche e naturali, attivare le energie già presenti sul territorio e nella comunità per realizzare una maggiore
coesione sociale, accrescere le potenzialità dei quartieri delle aree urbane a rischio di esclusione sociale, garantendo allo stesso tempo maggior sicurezza al quartiere e incentivando
iniziative di rivitalizzazione economica per le imprese artigiane e di servizio per i commercianti al dettaglio.

«Una cifra molto significativa – commenta l’assessore Scotti – uno sforzo non indifferente che abbiamo voluto fare per aggiungere un altro tassello al lavoro che stiamo portando avanti da
anni di riqualificazione delle nostre città».
«Già con la scorsa edizione di questa iniziativa (22 contratti attivati in 16 Comuni per un investimento di oltre 520 milioni di euro)- sottolinea Scotti – abbiamo ottenuto
risultati molto soddisfacenti trovando lo strumento migliore per dare nuova vita e credibilità a zone malfamate. Non ci accontentiamo: abbiamo deciso di fare di più e per questo
sono stati coinvolti anche altri assessorati».
«I nostri quartieri torneranno a nuova vita e saranno più attrattivi solo nel momento in cui – fa notare l’assessore – gli abitanti percepiranno maggior sicurezza e avranno a
disposizioni servizi che oggi mancano del tutto».

CHI PUO’ PRESENTARE LE PROPOSTE
Il provvedimento stabilisce con precisione che possano presentare proposte esclusivamente di partenariato pubblico-privato (nella forma dell’Associazione temporanea di Scopo – ATS). Rientrano
in questa categoria quindi Enti pubblici e privati come Cooperative, Organizzazioni di volontariato, Associazioni senza scopo di lucro, Associazioni di promozione sociale e Associazioni di
solidarietà familiare, Fondazioni, Enti di patronato, Enti ecclesiastici ed altri Enti di diritto pubblico e privato che operano in ambito sociale, Enti accreditati in ambito sanitario o
socio-sanitario, Organizzazioni sindacali, Associazioni di categoria, Associazioni di inquilini, Enti non profit, Camere di Commercio e/o Unioncamere Lombardia, Grandi Imprese, Microimprese,
Piccole e Medie imprese singole o associate appartenenti al settore del commercio, imprese artigiane singole o associate.
Ciascun parternariato può presentare una sola proposta.

CARATTERISTICHE DEGLI AMBITI TERRITORIALI
Per «quartiere» si intende un ambito, anche a carattere sovracomunale, territorialmente e socialmente definito e rilevante per il contesto urbano. Deve anche essere caratterizzato
da degrado delle costruzioni e dell’ambiente urbano, da un’accentuazione, rispetto alla media cittadina, di specifiche problematiche sociali e/o di sicurezza.

«Perché questo progetto sia davvero efficace – spiega Scotti – è però necessario che i fondi stanziati vengano usati rapidamente, e quindi entro 3 mesi dalla
sottoscrizione della convenzione con Regione Lombardia devono essere avviate le attività connesse all’attuazione del Contratto stesso. Entro 5 anni devono iniziare i lavori e entro 7
devono terminare».

La delibera poi dettaglia nello specifico per ciascun asse di intervento chi può ricevere i finanziamenti, gli interventi finanziabili, le spese ammesse e le procedure da seguire per
ottenere il contributo.

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