Carlo Petrini, il fondatore di Slow Food
26 Gennaio 2007
Carlo Petrini è il fondatore dell’unica associazione nazionale presente in Italia prima del 1989: Slow Food, un movimento che vuole comunicare il piacere derivante dal cibo, l’amore per
le cose buone della terra e per la cucina tradizionale.
La storia di Carlo Petrini comincia in una provincia del Piemonte, Bra, il luogo in cui lui nasce e sviluppa un profondo legame con le tradizioni ed i prodotti del territorio nella loro
veste più genuina.
E’ così che
Petrini diventa prima organizzatore di una rassegna di musica tradizionale (il “Canté j’euv”) e poi fonda la “Libera e Benemerita Associazione degli Amici del Barolo”.
Si tratta del primo nucleo di Arcigola, destinata a trasformarsi in un successo mondiale: il movimento internazionale Slow Food.
Parlare di Slow Food non vuol dire solo parlare di un’associazione, di un insieme di persone unite da un obiettivo, ma significa parlare di uno stile di vita, di un modo di pensare e di
condurre la propria l’esistenza.
Slow Food, infatti, nasce in opposizione alle tendenze dilaganti nel mondo contemporaneo: si contrappone al pianeta dei fast food, alle vite frenetiche e non soddisfacenti che eliminano la
ricerca del piacere e della tradizione e che dimenticano quanto il cibo sia importante per vivere meglio.
Petrini è partito proprio dall’amore per la storia e per la cultura che differenziano le popolazioni e persegue l’obiettivo di garantire le diversità, opponendosi ad un mondo che
mira all’omologazione.
E niente può spiegare le passioni che animano Petrini meglio del manifesto del movimento, che recita: “Contro coloro, e sono i più, che confondono l’efficienza con la frenesia
(?) contro l’appiattimento del Fast Food riscopriamo la ricchezza e gli aromi delle cucine locali. Se la Fast Life in nome della produttività ha modificato la nostra vita e minaccia
l’ambiente e il paesaggio, lo Slow Food è oggi la risposta d’avanguardia”.
Slow Food diventa presto bacino di idee, iniziative, manifestazioni, di cui un esempio è il Salone del Gusto, divenuto punto di ritrovo in cui convergono appassionati di enogastronomia,
studiosi, operatori provenienti da tutto il mondo per promuovere una produzione sostenibile che si contrappone alla standardizzazione.
Carlo Petrini è anche giornalista ed è stato editorialista prima de L’Unità e poi de La Stampa.
La sua importanza è riconosciuta a livello mondiale da premi prestigiosi, quali il Communicator of the Year Trophy nel 2000 e il Premio Sicco Mansholt, per il sostegno dato da Slow Food
ad un nuovo modello di agricoltura sostenibile.
Da non dimenticare è la creazione dell’Università di Scienze Gastronomiche, che persegue l’ideale di insegnare l’amore per la tavola e la tradizione partendo dai Paesi d’origine,
dalla loro storia e dalle loro caratteristiche fino ad arrivare all’economia, all’antropologia, all’ecologia.
Per insegnare, insomma, un modo di vedere il mondo diverso, legato alla specificità del singolo e contro la standardizzazione.





