Carla Donnini sul ruolo dell'Inac in Svizzera: “Siamo un Patronato trasparente al servizio degli italiani”

«L’Inac è una realtà di assistenza ai cittadini che ormai si era radicata a Zurigo» con queste parole la presidente del Patronato, Carla Donnini, ha concluso la sua
visita in Svizzera dopo aver incontrato la comunità italiana di Zurigo, giornalisti e personalità del mondo socio assistenziale elvetico, come si ricorderà, l’Inac ha una
propria sede nella città svizzera.

«Siamo molto soddisfatti del lavoro fin qui svolto ed intendiamo potenziare -ha sostenuto in un’intervista ad un giornale locale Carla Donnini- la nostra presenza in Svizzera. La nostra
scelta di collocarci nel centro di Zurigo, in una zona ad alta densità di italianità, è stata una scelta giusta. Una scelta strategica,che ci ha spinti a ricercare un
contatto trasparente e chiaro con gli italiani di Zurigo, che hanno risposto positivamente».

Alla domanda qual è la peculiarità del Patronato Inac, Carla Donnini ha così risposto: «vede, noi siamo una derivazione della Cia-Confederazione italiana agricoltori,
conosciamo molto bene il mondo dell’emigrazione e l’emigrazione conosce molto bene noi. Consideri che un connazionale prima di essere un emigrato è quasi sempre, e specialmente dal sud,
un contadino che poi decide di emigrare».

«Anche al suo rientro -aggiunge la presidente dell’Inac- egli si rivolge al sindacato degli agricoltori, con il quale ha avuto contatti prima di partire e con il quale ritrova il contatto
al rientro, poiché ha bisogno di ricostruire la sua storia contributiva, sociale etc? I connazionali si fidano di noi, perché siamo ancorati ai valori solidi di un grande
sindacato degli agricoltori. Per questo ci siamo collocati in prossimità dei due media più noti di Zurigo (La Pagina e Radio l’Ora), perché vogliamo incontrare i
connazionali e la nostra sede è trasparente ed alla portata dei giornalisti che, giorno dopo giorno, possono monitorare la nostra attività. Poi siamo vicini alla stazione e
ciò ci consente di essere facilmente raggiungibili dai pensionati e dai nostri assistiti».

Inoltre. la Donnini ha sottolineato un aspetto: «Lamentiamo una scarsa vicinanza al nostro Patronato delle Istituzioni. Fino ad oggi non siamo mai stati invitati da Ambasciata o consolati
agli incontri che si sono tenuti su argomenti sui quali lavoriamo. Gli altri patronati si, noi no, mai. Siamo forse invisibili? Forse a furia di essere ‘trasparenti’ siamo diventati tanto
trasparenti da essere invisibili, mi consenta la battuta, ma davvero è incredibile che si faccia finta che non esistiamo».

«Per fortuna -conclude Carla Donnini- i nostri connazionali ci vedono bene e ci onorano della loro sempre più frequente attenzione. Spero, in futuro, di poter incontrare le
autorità consolari. Sarà l’oggetto della mia prossima visita.»

Presenti nella delegazione, oltre a Mario Dalla Corte, responsabile Inac, la responsabile per la Svizzera Danila Minel ed il direttore generale Corrado Franci.

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