“Campi aperti melone” alla O.P. Francescon

“Campi aperti melone” alla O.P. Francescon

Il 16 e 17 giugno scorsi la OP Francescon di Rodigo (MN) ha organizzato il primo “Campi aperti melone” rivolto ai responsabili acquisti della GDO con l’obiettivo di coinvolgere le strutture
distributive già nella scelta varietale, fondamentale per garantire il pieno controllo della filiera melone e soprattutto la soddisfazione del consumatore.

Dopo aver verificato l’alto livello tecnologico della logistica aziendale (selezione-calibro-imballaggio), gli ospiti sono stati invitati a una prova di panel test interno, in occasione del
quale sono state messe a confronto diverse varietà in commercio con alcune nuove selezioni di melone. Lo scopo era quello di valutare i frutti (conservati in cella per 3-4 giorni, quindi
paragonabili a quelli reperibili sugli scaffali) secondo l’ottica del consumatore, valutandone cioè prima l’aspetto esteriore, quindi le caratteristiche del frutto tagliato e infine il
gusto.

Le varietà in commercio testate erano: Macigno (Clause Italia), Raptor (Syngenta Seeds) e Pregiato (Clause Italia) ma il panel test ha permesso di conoscere e valutare anche nuove
selezioni in via di registrazione e altre tipologie, come il melone liscio Honey Moon (Nunhems).

Nel confronto con il testimone (Macigno), sia Raptor che Pregiato sono state apprezzate per l’elevato grado Brix (in media superiore a 14) e la dolcezza, mentre le nuove selezioni non sono
risultate all’altezza del materiale in commercio.

In un’ottica di diversificazione varietale, è stato assaggiato anche Honey Moon, un prodotto di nicchia ormai affermato, per il quale ci si attende un aumento di richieste, dovuto
soprattutto all’eccellente colorazione interna, alla spiccata distinguibilità e all’uniformità di sapore dei frutti.

Al termine dei due “Open-day” è emerso che:

– le vendite si mantengono regolari e costanti solo se la qualità del prodotto soddisfa l’aspettativa del consumatore. Ciò significa che profumo, consistenza, aroma, sapore devono
sempre essere ai massimi livelli per non deludere o disaffezionare il cliente, pena la diminuzione dei consumi

– per la GDO è difficile creare marginalità sul prodotto melone. La grande competizione tra le insegne infatti fa sì che questo frutto venga spesso impiegato come prodotto
civetta

– nel futuro, occorrerà garantire elevati standard qualitativi ed efficienza gestionale nell’azienda produttrice (selezione del prodotto, organizzazione e logistica, corretta gestione
interna dei costi, ecc.) e nella GDO (tempistica ordini, logistica, gestione del prodotto sullo scaffale, ecc.)

– le varietà che danno maggiori garanzie di gusto devono essere valorizzate anche con opportune strategie di comunicazione, sviluppate in accordo con la GDO interessata e capace di
sviluppare efficaci piani di marketing.

L’iniziativa “Campi aperti” – ha concluso Bruno Francescon – rappresenta un esempio riuscito di come Genetica, Produzione e Distribuzione possano trovare punti di incontro per l’ottenimento di
importanti obiettivi comuni.

Leggi Anche
Scrivi un commento