Caffè in tazzina, decide la legge… 7,5 gr!

Caffè in tazzina, decide la legge… 7,5 gr!

By Redazione

Tanto va il caffè alla tazzina, che decide la legge. E’ toccato infatti al Fisco decidere del reddito d’impresa di un locale, e la quantità di caffè (in vendita o in tazza) ha pesato quanto.

A riportare la notizia è Fiscopiù, che racconta di un contenzioso tra una contribuente e l’Agenzia delle Entrate. Secondo l’imprenditrice il metodo utilizzato per la rilevazione del reddito era poco attendibile. Sopratutto, era “Fatto notorio” la quantità necessaria per una tazzina, tanto che questa “Non necessita di essere certificata neppure dalle case fornitrici di caffè”. Detto altrimenti, la quantità di caffè necessaria per servire una tazzina non può essere ricondotta ad un fatto notorio, e quindi anche la legittimità dell’avviso di accertamento mancava di una motivazione sufficiente.

Parere contrario dell’Agenzia, che aveva fissato a 7,5 grammi la quantità minima e la commissione regionaria le aveva dato ragione.

L’ultima parola è stata però della Corte di Cassazione, con sentenza n. 12518 del 17 giugno 2015. Secondo i giudici, la questione del caffè nelle tazzine non si riduce al solo fatto notorio, in quanto non era stata omessa l’analisi delle fatture. In mancanza delle distinte analitiche, di grave ostacolo per l’attività di accertamento, e incapace a provare il contrario di quanto affermato dall’Ufficio, la contribuente è stata condannata.

Matteo Clerici

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