Buoni vendemmia: la Regione chiede chiarimenti applicativi al Ministero dopo il Decreto Legge che introduce novità sul lavoro accessorio

By Redazione

Nel corso della Commissione Politiche Agricole, svoltasi ieri a Roma, l’Assessore regionale all’Agricoltura Mino Taricco ha sollecitato la rapida emanazione delle circolari ministeriali che
dovranno chiarire l’applicabilità dei buoni vendemmia, in seguito alle novità introdotte dal recentissimo Decreto legge 112 del 25 giugno 2008 (la cosiddetta
«manovra d’estate») che contiene disposizioni urgenti per lo sviluppo economico.

Il Decreto in questione prevede tra l’altro, all’articolo 22, «modifiche alla disciplina dei contratti occasionali di tipo accessorio»: l’utilizzo di prestazioni
occasionali, analoghe a quelle previste per la vendemmia, viene esteso ad altre campagne di raccolta e a numerose altre attività, e la tipologia di soggetti interessati non
è più limitata a studenti e pensionati; inoltre viene superato il carattere sperimentale del provvedimento. Per poter verificare la concreta applicabilità
delle nuove norme, e non bloccare l’iter di attuazione, in fase già avanzata in Piemonte, la Commissione Politiche Agricole, su iniziativa dell’Assessore Taricco, ha dunque
sollecitato il Ministero delle Politiche Agricole perché richieda al competente Ministero del Lavoro la pronta emanazione delle circolari attuative del Decreto Legge.

«Le novità introdotte dal Decreto – afferma l’Assessore Taricco – per quello che ad oggi si può prevedere, sono in sé positive,
dall’estensione dei buoni a tutte le campagne di raccolta e a diverse tipologie di soggetti, alla strutturazione del provvedimento in forma non solo sperimentale. Occorre tuttavia che questa
accresciuta potenzialità non diventi ora un freno all’applicazione del provvedimento stesso, in particolare per la vendemmia imminente: serve in tempi brevissimi la Circolare
Ministeriale per un chiarimento sull’applicabilità delle nuove norme, per metterci in condizione, nei prossimi giorni, di convocare il tavolo regionale di concertazione, che ha
lavorato proficuamente nelle scorse settimane, e definire le modalità concrete di attuazione di questo importante strumento per l’agricoltura piemontese».

Che cosa sono i «buoni vendemmia».

I «buoni vendemmia» sono previsti dal Decreto Ministeriale sul lavoro accessorio in agricoltura varato nel marzo 2008, che prevede l’applicazione anche in campo
agricolo di disposizioni presenti nella legge Biagi (legge 30/2003) per permettere l’assunzione in modo regolare di studenti e pensionati, che tradizionalmente contribuiscono alla raccolta
delle uve con prestazioni occasionali e limitate nel tempo.

L’obiettivo è quello di semplificare le procedure burocratiche, contribuire alla riduzione del lavoro nero e offrire occasioni di reddito regolare a categorie sociali spesso
collocate ai margini del mercato del lavoro.

La Regione Piemonte si è immediatamente attivata per l’applicazione dei voucher, costituendo un tavolo di lavoro che comprende, oltre agli enti istituzionali, le organizzazioni
professionali agricole e le organizzazioni sindacali e lo scorso 7 aprile, a Torino, è stata firmata la convenzione tra Regione Piemonte, INPS e INAIL, alla presenza del Ministro
del Lavoro, cui hanno successivamente aderito tutte le Province piemontesi.

I «buoni» o «voucher» vendemmia sono buoni nominali del valore di 10 euro, di cui 7,50 euro costituiscono la retribuzione netta del
lavoratore; non corrispondono a una paga oraria, ma costituiscono ticket unitari di pagamento, che saranno erogati tramite card virtuali. La funzione di concessionario della procedura
verrà svolta da INPS attraverso una convenzione con Poste Italiane.

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