Brunetta: “Per risollevare la PA basta licenziare i fannulloni”

La ricetta per risollevare i destini della PA, proposta dal nuovo Ministro della Funzione Pubblica, è quanto mai semplice: “E’ sufficiente licenziare i fannulloni”.
Nel corso dell’inaugurazione della manifestazione Forum PA, il neoministro Renato Brunetta ha detto di “avere le idee molto chiare” sulla soluzione del problema ed ha anche spiegato che la PA
dispone di tutti gli strumenti necessari per licenziare i dipendenti pubblici scansafatiche: “C’é la cassa integrazione e c’é il licenziamento, solo che non sono mai stati
utilizzati – ha osservato Brunetta – Ma il clima del paese è cambiato. E’ un miracolo che la Pubblica Amministrazione ancora stia in piedi non avendo strumenti come gli incentivi e
disincentivi, premi e punizioni: in queste condizioni un’azienda privata avrebbe già chiuso”.
Sul tema dei contratti pubblici, invece, il neoministro ha sottolineato che “è inutile sedersi intorno a un tavolo senza conoscere i conti”: “I sindacati devono bussare alla porta del
ministro dell’economia che ha in mano i conti”, ha risposto Brunetta ai lavoratori che gli chiedevano dei contratti scaduti da oltre un anno e mezzo. “Il ministro Tremonti, che ha grandissima
competenza e senso di responsabilità, sta facendo i conti e sulla base delle esigenze del paese si deciderà collegialmente nel governo”, ha ribadito.
Il ministro della funzione pubblica si è anche soffermato sul futuro della PA, che deve necessariamente essere digitale: nel giro di un anno, infatti, la banda larga e l’ict dovranno
essere entrate definitivamente nel processo lavorativo del settore pubblico e la documentazione cartacea dovrà risultare completamente abolita: si tratta di “una rivoluzione con la quale
la carta dovrà progressivamente sparire” e oggi “chi ha una rete possiede un tesoro”, perchè “se sapremo cambiare potremo spendere meglio e liberare importanti risorse da impieghi
poco produttivi”.
“Le pubbliche amministrazioni – ha dichiarato Brunetta – sono un miracolo, è una organizzazione che manca di strumenti di governance eppure funziona”: “Non falliscono, ma forniscono
prodotti ‘subottimali’, devono invece comportarsi come un girasole: orientarsi ai bisogni di cittadini e imprese – ha concluso – Occorre introdurre la soddisfazione del cliente finale che paga
e deve essere soddisfatto”.

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