Bistecca di coccodrillo e spezzatino di alligatore al supermercato

Come se non fossero sufficienti le varie specie di carni degli animali da noi allevati o cacciati, è stata prospettata la possibilità di importare dall’Australia o dall’America
del Nord carni di coccodrilli e d’alligatori.

Si tratta di animali che vengono allevati da tempo per ricavare la pelle, che è molto apprezzata per il confezionamento di accessori di abbigliamento.

Gli animali, abbattuti con un colpo di arma da fuoco, in appositi macelli, sono scuoiati e la carne edibile è ricavata solo dalla coda.

Le loro carni sono molto apprezzate per le loro qualità: il contenuto in proteine è del 29,1% (quindi notevolmente superiore a quelle degli animali da noi consumate), i grassi
sono scarsi (2,9%) ed il 70% di essi sono grassi insaturi (contenenti gli Omega3 e Omega6), sono ricche di fosforo e potassio e contengono le vitamine «B12 e la niacina».
Di fronte alle richieste d’importazione di dette carni, la CE ha richiamato un articolo del Reg. 178/2002, in base al quale «gli alimenti a rischio non possono essere immessi sul
mercato» in assenza di specifiche disposizioni comunitarie».

Quindi, in considerazione dell’incertezza scientifica in materia di sicurezza delle carni di coccodrillo ed alligatori ed in attesa di ulteriori informazioni scientifiche, nella UE si applica
il principio di precauzione e, pertanto, l’importazione delle loro carni è vietata.

Tuttavia, dato la commercializzazione di queste carni ed il loro consumo sono consentiti negli USA, che come garanzie sanitarie non è certo un Paese del terzo mondo, pensiamo che tra non
molto anche da noi si potranno assaggiare le carni della coda di questi sauri, per la delizia dei buon gustai.

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