Biodomenica 2007. Successo per il biologico in piazza

Migliaia di produttori e cittadini hanno affollato oggi le piazze bio, la Biodomenica, organizzata da Aiab, Coldiretti e Legambiente per l’ottava edizione, conferma anche quest’anno l’interesse
crescente dei consumatori per i prodotti biologici, in tantissime piazze d’Italia, i produttori biologici hanno infatti incontrato i consumatori; da Milano a Caltanissetta, da Udine a Potenza,
passando per Bologna, Napoli, Bari e in decine di piccoli comuni sparsi sul territorio sono stati allestiti stand per l’acquisto e la degustazione di prodotti biologici, organizzati
dimostrazioni, giochi per i più piccoli, banchetti informativi e spazi per partecipare alla consultazione nazionale sugli Ogm promossa fino al 15 novembre dalla Coalizione EuropaItalia
Liberi da ogm.

Agricoltura biologica significa, infatti, anche assenza di organismi geneticamente modificati e garanzia del sistema di controllo e di certificazione, e l’Italia è il primo paese
produttore di biologico in Europa. Ecco perché tanti produttori locali hanno approfittato della Biodomenica per chiedere la giusta valorizzazione del biologico italiano.
All’iniziativa romana, a Campo de’ Fiori sono intervenuti il presidente di Aiab, Andrea Ferrante, il presidente di Coldiretti, Sergio Marini, e il presidente di Legambiente, Roberto Della
Seta.
“Scegliere il biologico è un’opportunità in più per la salvaguardia della salute e dell’ambiente – ha dichiarato Roberto Della Seta, presidente nazionale di Legambiente -.
L’agricoltura biologica usa solo prodotti naturali e riduce quindi al minimo il rilascio di residui nel terreno, nell’aria e nell’acqua, conservando la naturale fertilità del suolo e la
biodiversità. Consuma inoltre meno energia e meno acqua rispetto all’agricoltura intensiva. Può quindi giocare un ruolo non indifferente anche nella lotta ai mutamenti climatici,
che impone il risparmio delle nostre risorse”.
“C’è un numero crescente di consumatori che non si accontenta di mangiare biologico ma vuole acquistare prodotti del territorio, che non devono percorrere grandi distanze con mezzi
inquinanti e subire i lunghi tempi di trasporto prima di giungere sulle tavole” ha affermato il presidente della Coldiretti Sergio Marini nel sottolineare che “occorre introdurre al più
presto il marchio del biologico italiano per consentire ai consumatori di fare scelte di acquisto consapevoli”.
La partecipazione dei cittadini alla Biodomenica è stata, inoltre, un ulteriore stimolo a “chiedere con forza – ha detto il presidente di Aiab Andrea Ferrante – che il governo scongiuri
il rischio attuale di veder sparire 20milioni di fondi destinati al biologico”. “Dieci milioni di fondi in sgravi fiscali per il bio, previsti dalla Finanziaria 2007, – ha spiegato Andrea
Ferrante – potrebbero infatti essere dirottati all’ortofrutta solo perché non è stata varata la norma tecnica necessaria per sbloccare il provvedimento. Altri 10 milioni di euro,
stanziati per il Piano d’Azione per l’agricoltura biologica, rischiano di confluire nei fondi da restituire, perché non sono stati in alcun modo impegnati”.

La Biodomenica è realizzata con il contributo del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e con la sponsorizzazione di: Gemeaz Cusin Ristorazione; Granarolo –
Primanatura Bio; Nti – Natural Tecnologies Italia, Aboca; Avenance; Biosì.

L’ITALIA LEADER IN EUROPA PER NUMERO DI AZIENDE E SUPERFICI
Con oltre un milione di ettari e 50.000 aziende biologiche (45.000 aziende agricole e 5.000 aziende di trasformazione e commercializzazione). l’Italia è leader in Europa per numero di
aziende e per superfici coltivate senza ricorrere a sostanze chimiche di sintesi. Dal 2005 al 2006 l’agricoltura ”naturale” ha fatto registrare un aumento delle superfici del 7,5 per cento e
del 2,4 per cento degli operatori dedicati al settore. Oltre una impresa biologica europea su tre è italiana e oltre un quinto della superficie del totale coltivato biologico a livello
comunitario è in Italia. L’Italia – sottolineano Aiab, Coldiretti e Legambiente – si conferma terzo paese produttore al mondo dopo Australia e Argentina. Le dimensioni medie delle
aziende bio in Italia sono di 20 ettari, superiori alle dimensioni medie delle aziende agricole convenzionali. I principali orientamenti produttivi interessano foraggi, prati e pascoli, e
cereali, che nel loro insieme rappresentano oltre il 70% circa della superficie ad agricoltura biologica. Seguono, in ordine di importanza, le coltivazioni arboree (olivo, vite, agrumi, frutta)
e le colture industriali. Il biologico nazionale alleva, senza mangimi OGM, antibiotici e stimolatori della crescita oltre 200.000 bovini, 800.000 ovini-caprini, 30.000 suini, quasi 1milione di
polli e galline, 70.000 alveari (dati Sinab 2005). L’Italia detiene infine il primato mondiale per la produzione di cereali, olive e uva biologici.

IL BIOLOGICO IN CIFRE
Bioagriturismi: 839 ( 9% sul 2004)
Aziende con vendita diretta: 1324 ( 12% sul 2004)
Gruppi d’acquisto 288 ( 97% sul 2004)
Mercatini bio 193 ( 11% sul 2004)
Mense scolastiche bio 658 ( 8% sul 2004)
Negozi specializzati 1094 ( 6% sul 2004)
Ristoranti 293 ( – 3% sul 2004)

Fonte: Elaborazioni Aiab, Coldiretti e Legambiente su Tuttobio

I CONSUMI DI ALIMENTI BIOLOGICI
Nei primi sei mesi del 2007 i consumi di prodotti biologici delle famiglie sono aumentati del 9 per cento secondo i dati Ismea – Ac Nielsen. Il
settore dei prodotti biologici in Italia ha raggiunto un fatturato complessivo stimato in 2,5 miliardi di euro e le categorie che registrano i maggiori livelli di spesa sono, nell’ordine, i
prodotti lattiero-caseari, gli ortofrutticoli freschi e trasformati e biscotti, dolciumi e snack, ma a crescere con valori record nel 2007 sono soprattutto i prodotti biologici per l’infanzia
( 47 per cento) e riso e pasta ( 16 per cento). Attualmente il principale mercato di prodotti biologici in Europa è la Germania, anche se il trend relativo agli ultimi 5 anni indica la
Gran Bretagna come il mercato più dinamico, destinato a diventare il principale mercato di prodotti biologici. Il nostro paese figura nella lista dei primi cinque paesi consumatori al
mondo di prodotti bio, dietro Stati Uniti (in testa alla classifica), Germania, Regno Unito e Francia. Un risultato che evidenzia il forte legame di affezione che lega un importante segmento di
consumatori ai prodotti biologici, che sono nella busta della spesa di oltre la metà degli italiani (53,1 per cento) anche se solo una minoranza del 2,3 per cento li acquista in modo
esclusivo, secondo la ricerca Observa – Science in Society.

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