Bergamo: “Aspettando il federalismo”

Bergamo: “Ho rispetto e condivido le preoccupazioni sulla grave crisi strutturale che colpisce il settore tessile e alcuni settori manifatturieri specie nelle valli, motivo
di angoscia per molte famiglie, ma non dobbiamo sottovalutare o ignorare le tante iniziative avviate per tenere il passo in tempi di intense trasformazioni, a volte anche dolorose.
C’è un sistema Bergamo che si batte per superare le crisi”.

Valerio Bettoni nel suo editoriale “Aspettando il federalismo” – che apre la nuova edizione del periodico “La Provincia di Bergamo” – affronta la
situazione economica che si sta manifestando in provincia, presentando i diversi aspetti del progetto di modernizzazione e di adeguamento complessivo in fase di attuazione.

C’è bisogno di continuare a fare sistema, specie per affrontare la crisi economica: è questa la parola d’ordine del Presidente Bettoni che insiste sulla
necessità assoluta di nutrire fiducia sulla possibilità di innovare, di essere competitivi e di tenere il passo alle trasformazioni richieste. La Provincia può dare
concreta realizzazione al progetto di trasformazione che riguarda l’intera comunità bergamasca: “Una Provincia efficiente, autorevole, e ben organizzata, è
oggi pronta ad applicare quel federalismo fiscale, tanto atteso quanto necessario, per completare nella responsabilità di spesa il federalismo istituzionale che abbiamo
avviato”.

E tutto all’insegna della concretezza e dell’operatività è il percorso tracciato dal Presidente nel presentare quanto si è fatto e quanto
c’è in cantiere nella Provincia. Il viaggio tocca le scuole, con la cresciuta e migliorata offerta su tutto il territorio (in poche settimane ci sono state sei
inaugurazioni di ampliamenti e ammodernamenti di istituti nella Bergamasca) e continua sulle strade provinciali, un settore dove l’ordine di grandezza è di 746 milioni
investiti dal 2000 a oggi “per far viaggiare una moderna viabilità”, oltre i 4,5 miliardi che si riverseranno nella Bergamasca per le grandi opere autostradali e
ferroviarie.

Un altro grande segnale di fiducia nel futuro è costituito dal progetto di “Porta Sud”, che è una scelta di modernità ed è importante che sia
un’istituzione pubblica a compierla. Oltretutto è una sfida architettonica, un investimento nell’efficienza, un servizio al cittadino e una volontà di
risparmio di risorse. Questa operazione non costerà infatti soldi alla collettività perché sarà realizzata in autofinanziamento, vendendo cioè le sedi
in cui è dislocata oggi l’amministrazione o risparmiando sugli affitti.

In prospettiva economica la Provincia di Bergamo ha puntato molto sulle società per i servizi di pubblica utilità, con una sottolineatura di socialità nel
perseguimento degli obiettivi di mercato. Un posto speciale è per la “banda larga”, una rete che porterà ben presto ai primi 400 km di autostrada della
comunicazione avanzata.

E sulla pianta della socialità stanno crescendo numerosi rami di iniziativa e di sostegno per far fronte al difficile momento attraversato: dalla lotta contro la dispersione
scolastica (progetto “2You, due volte ragazzi”) agli 800 corsi per 23.170 apprendisti, fino alla linea del reimpiego, con 600 doti da 5.000 euro per aiutare i disoccupati,
l’intervento più immediato per non lasciare indietro nessuno e sostenere i lavoratori in cassa integrazione o in difficoltà nei settori in riconversione.

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