Benzina, Federconsumatori: «positivo l'imminente decreto taglia tasse»
6 Marzo 2008
Ben venga, sostiene Federconsumatori, il «Decreto taglia tasse», che dovrebbe alleggerire l’incidenza dei rincari del petrolio sul prezzo dei carburanti, consentendo risparmi fino a
2 centesimi al litro, riteniamo positivo questo provvedimento, ma, a nostro parere, ci sono ancora molte altre operazioni che è necessario mettere in campo per alleviare la pesante e
preoccupante situazione in cui versa il settore dell’energia ed in particolare dei carburanti.
Infatti, se l’andamento del prezzo del petrolio non si arresterà, come noi ovviamente ci auguriamo, la bolletta petrolifera nel nostro Paese si attesterà a ben oltre i 32 miliardi
di Euro calcolati per un costo del petrolio di 90-100 dollari, giungendo, secondo una previsione già anticipata, ad oltre 35 miliardi annui, con ricadute pesantissime, dirette ed
indirette, sulle tasche delle famiglie italiane.
Dal petrolio discendono le bollette di luce e gas, il prezzo dei carburanti, il costo del riscaldamento domestico, esso inoltre incide, quale materia prima, sulla produzione dei beni di largo
consumo, nonché sui costi di trasposto di questi ultimi.
Come costi diretti le famiglie si troveranno a dover affrontare costi più elevati per servizi e beni fondamentali che li riguardano:
– per i carburanti con una ricaduta annua di 140 euro;
– per il riscaldamento domestico 150 euro annui in più;
– per la luce ed il gas 200 euro in più all’anno.
Il totale delle ricadute sulle famiglie è quindi pari a 490 euro annui con una stima inflattiva di circa 1.7% sulla spesa annuale delle famiglie.
I costi indiretti incideranno nella determinazione dei prezzi dei beni di largo consumo a causa di tre questioni fondamentali:
– La prima causata da maggiori costi trasporto e pari a 90 euro annui.
– La seconda è relativa all’aumento del costo della materia prima ricavata dal petrolio che le industrie utilizzano per la trasformazione chimica e per l’ottenimento di :
plastiche-vernici-detersivi ecc.ecc., tale ricaduta è stimata attorno a 180 euro annui.
– La terza questione attiene ai costi energetici per le trasformazioni industriali con esclusione di quelle alimentari. Tale ricaduta è da noi stimata attorno a 160 euro annui.
Questo secondo totale relativo alle ricadute indirette è pari a 430euro all’anno, con una stima inflativa di circa l’1,4%.
Complessivamente, quindi, l’aumento inflattivo, per costi diretti ed indiretti, si attesterebbe al 3,1%.
Per evitare o mitigare tutto ciò, inoltre, il Paese necessiterebbe, concertando con l’Europa, di un serio ed urgente piano energetico, con misure di sostegno in direzione di quattro
filoni fondamentali: quello delle politiche di risparmio, sia delle famiglie che delle imprese; quello di una politica di forte impegno sulle energie alternative, quali il fotovoltaico, per
giungere ad una potenza installata pari a quella della Germania; quello della costruzione immediata di rigasificatori che, nel diversificare le fonti di approvvigionamento energetico, sono di
per sé strumenti di calmieramento necessario del prezzo del petrolio ed infine quello della razionalizzazione della rete distribuzione carburanti.
Nello specifico dei carburanti ribadiamo la necessità di operare un vero e proprio processo di liberalizzazione del sistema della distribuzione, facendo in modo che ogni distributore
possa comprare direttamente dal mercato almeno il 50% dei carburanti che eroga e non, come oggi, vincolando completamente l’erogazione alla compagnia di bandiera di appartenenza. Così
facendo vi può essere un abbattimento molto forte dei costi e quindi dei prezzi dei carburanti, almeno per 6-7 centesimi al litro.
A questa vera e propria riorganizzazione della rete di distribuzione, si dovranno aggiungere altre iniziative, al fine di ottenere ulteriori riduzioni di costi e di prezzi:
1. Favorendo l’apertura di distributori di carburante negli ipermercati.
2. Riorganizzando, in maniera più razionale, la rete di distribuzione, per eliminare le concentrazioni di distributori.
3. Dotando tutti i punti di rifornimento del sistema self-service, innovandolo inoltre attraverso il sistema di tele-controllo, che permette il mantenimento del prezzo relativo anche oltre
l’orario di chiusura.
4. Sopprimendo le raccolte punti ed i gadget, convertendole in sconti o buoni benzina.
5. Modernizzando i distributori, passando gradualmente da vendite solo oil a vendite oil-non-oil .
Con l’applicazione di tutte queste iniziative si possono risparmiare 17-18 centesimi al litro pari a 204,00 ? annui.
6. Investire per incentivare il GPL. Costa la metà della benzina e la sostituzione ha effetto calmierante sulla stessa benzina.




