Bene il blocco delle addizionali

Bene il blocco delle Addizionali Locali ma, la priorità deve essere il recupero del potere di acquisto dei salari e delle pensioni, occorre, a nostro avviso, spiega Guglielmo Loy –
Segretario Confederale UIL – agire, più che sul blocco delle addizionali, attraverso forme di flessibilità più favorevoli per il mondo del lavoro dipendente e pensionati
quali: l’introduzione di una NO TAX AREA (solo o prevalentemente per il lavoro dipendente e da pensione) con deduzioni dalla base imponibile, allo stesso modo dell’IRPEF Nazionale;
l’introduzione, anche per le Addizionali Regionali e Comunali, della progressività delle aliquote per scaglioni di reddito, così come previsto dalla Costituzione.

Dalla nostra quarta proiezione, aggiornata ad oggi, 3.376 Comuni e, tra essi 72 Città Capoluogo di Provincia, hanno deliberato le aliquote dell’Addizionale e quindi non saranno toccate
dal Decreto. Da questo campione, emerge che 17 Comuni hanno scelto la progressività delle aliquote tra i quali un Capoluogo di Provincia (Siena). Pertanto, c’è il rischio di
chiudere la «stalla quando i buoi sono già scappati».

E così, dopo l’aumento delle aliquote avvenuto lo scorso anno nel 44% dei Comuni Italiani, anche quest’anno si prevede una «stangatina» derivante da questa imposta. Il quadro
che ne emerge non è certo roseo. Oltre il 20% ( pari a 689 Comuni del campione di 3.376 comuni), ha operato una maggiorazione dell’aliquota di cui 90 sono new entry; 2.638 Comuni (pari
al 79% del campione) hanno confermato l’aliquota dello scorso anno; mentre solo 49 Comuni (pari a poco più dell’1% del campione) ha optato per una diminuzione dell’imposta. Per quanto
riguarda le Città Capoluogo emerge che nel 2008, 9 Città del campione esaminato (Genova, Ancona, Trieste, Belluno, Matera, Piacenza, Siena, Sondrio, La Spezia) hanno aumentato
l’aliquota; 55 Città, pari del campione, hanno optato per la conferma dell’aliquota (tra cui Roma, Bologna, Firenze, l’Aquila, Bari, Bolzano, Perugia); solo 2 Città, hanno
diminuito l’aliquota (Avellino e Bergamo); mentre 6 Città hanno scelto di continuare a esonerare i propri concittadini da questa imposta (Milano, Venezia, Lecce, Lecco, Brescia, Trento).

Secondo i calcoli da noi elaborati, per quest’anno si prevede un aumento del gettito pro capite di 19 euro. Cifra che può apparire esigua – conclude Guglielmo Loy – ma che contrasta con
quello che ormai tutti considerano la priorità da affrontare: abbassare le tasse, in maniera selettiva, a partire da quelle che gravano su salari e pensioni.

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