Banca d'Italia, la riforma non penalizzi i territori

Toscana, 13 Novembre 2007 – «La Regione sta seguendo con molta attenzione la riforma organizzativa della rete territoriale della Banca d’Italia, che riguarda da vicino anche la
Toscana e in particolare le Province settentrionali, che risulterebbero quelle maggiormente interessate da eventuali chiusure di sedi, per questo stiamo mantenendo uno stretto rapporto di
collaborazione e di informazione con questi territori».

Lo ha detto l’assessore regionale a bilancio e finanze, Giuseppe Bertolucci, nell’incontro organizzato a Firenze, su richiesta dei presidenti delle Province di Lucca, Massa Carrara e Pistoia,
durante il quale è stata presentata un’analisi aggiornata delle questioni legate alla fase di ristrutturazione della Banca d’Italia. All’incontro hanno partecipato anche parlamentari,
consiglieri regionali, rappresentanti dei tre comuni capoluogo e delle organizzazioni sindacali.

«La riunione – ha aggiunto Bertolucci – è servita per ascoltare le istanze e le preoccupazioni che provengono da questi territori. In particolare gli intervenuti hanno sottolineato
come l’area settentrionale della Toscana risulterebbe quella maggiormente penalizzata dal processo di riforma. Processo che prevede la chiusura delle filiali di Massa Carrara, di Lucca e di
Pistoia, a differenza di altre province toscane, dove verrebbero mantenuti dei presidi della Banca d’Italia».

Dalla riunione è emersa l’importanza che la Banca d’Italia mantenga la sua presenza e continui ad erogare servizi anche in queste province, pur in un quadro di razionalizzazione e di
contenimento della spesa. Un eventuale depauperamento dei servizi avrebbe invece ricadute negative per i cittadini, per le attività economiche e per le istituzioni.

Mario Hagge

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