Associazioni agricole a fianco degli imprenditori per il microimpianto a biogas

Bologna – Dopo la sentenza del Consiglio di Stato, che riapre il procedimento imponendo al TAR dell’Emilia Romagna di pronunciarsi sul merito dell’autorizzazione alla costruzione
dell’impianto rilasciata dalla Provincia di Bologna, Coldiretti, Confagricoltori e Confagricoltura si schierano al fianco delle 23 imprese agricole della cooperativa Agrobioenergia di Medicina
che, con notevoli sacrifici, hanno avviato un importante investimento per la produzione di energia pulita da sostanze vegetali.

Fra poco più di un mese il Tribunale Amministrativo Regionale dovrà tornare a riunirsi per valutare nel merito il progetto degli agricoltori, che prevede di creare un micropolo
energetico da un solo Megawatt, che sfrutti i residui e i sottoprodotti vegetali di un’area di circa 300 ettari.
«Si tratta di produrre energia pulita da materiali agricoli» spiegano i Presidenti delle tre Organizzazioni agricole «generandola attraverso un sistema di ridotte dimensioni
che diventerà parte della rete emiliano romagnola per lo sfruttamento delle fonti rinnovabili. L’impianto di Medicina è un ottimo esempio di come si possa coniugare difesa della
natura e sviluppo, usando le risorse del territorio in un’ottica moderna che punti a un’alternativa ai combustibili tradizionali più inquinanti. La creazione di micropoli energetici nel
mondo agricolo è una delle ricette vincenti per contribuire alla battaglia contro il caro bolletta, visto che ormai il petrolio ha stabilmente sfondato la quota di 120 dollari al barile.
Con questi prezzi» commentano le Organizzazioni «è vitale per il Paese trovare delle soluzioni per diversificare gli approvvigionamenti e il mondo agricolo vuole dare
responsabilmente il proprio contributo».

Con gli ultimi progetti approvati, fra cui appunto quello di Medicina, salgono a 26 gli impianti a biomasse di cui si vuole dotare la regione Emilia Romagna. La maggior parte, secondo le
previsioni, dovrebbe essere operativa entro l’anno. A meno di intoppi imprevisti, come quello capitato al micropolo di Medicina.
«Ogni ritardo, fatti salvi tutti i controlli e il rispetto delle procedure di legge, sarebbe un danno non solo per chi si sta impegnando nella realizzazione di questi micropoli
energetici, ma per tutto il territorio e per i cittadini che hanno interesse ad avere una bolletta che non rincari ogni tre mesi per colpa del petrolio» affermano le Associazioni
».Ci vuole tempo per fare tutto, ma se non si inizia non si arriverà mai a un sistema in grado di assorbire – almeno parzialmente – le oscillazioni al rialzo del mercato energetico
internazionale. Per questo gli agricoltori stanno tentando di muoversi celermente con progetti sostenibili sia dal punto di vista economico che da quello ambientale. L’utilizzo virtuoso di
scarti verdi permette di rispettare la natura, produrre energia pulita e chiudere il ciclo produttivo delle aziende agricole riducendo al minimo ogni tipo di sottoprodotto. Perché
impedire tutto questo?».

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