Approvazione del Piano di sviluppo rurale umbro

L’approvazione del Piano di sviluppo rurale 2007-2013 ci consente di guardare al futuro con la certezza di risorse importanti per il rinnovamento dell’agricoltura umbra, è quanto ha
affermato il presidente regionale della Cia Umbra Antonio Sposicchi.

“Dalla concertazione con la Commissione europea -ha aggiunto- è scaturito un programma che adegua il Programma operativo regionale ai grandi cambiamenti intervenuti con la riforma di
medio termine del 2003 tanto che possiamo dire che siamo di fronte a un Piano profondamente cambiato rispetto al programma del 2000-2006. Ora si potrà procedere con forte speditezza
verso l’emanazione dei bandi, previa concertazione, che favoriscano una nuova impostazione in cui divengano centrali i progetti che presenteranno gli agricoltori”.

“Ma il Psr da solo -ha sottolineato Sposicchi- non basta occorre procedere alle riforme di sistema e quindi delle Agenzie regionali, della struttura dell’Assessorato, al fine di garantire una
reale “semplificazione amministrativa” che si raggiunge anche con una “armonizzazione delle diverse normative trasversali”.

Se il “sistema umbro” che opera nel settore agricolo e dello sviluppo rurale sarà capace di fare questo allora saremo in grado di mantenere un’alta efficienza della spesa, che significa
spendere tutte le risorse disponibili, ma soprattutto potremo elevare l’ efficacia della gestione amministrativa e quindi consentire il pieno raggiungimento degli obiettivi del Psr stesso.

“La progettazione integrata, che resta l’Asse fondamentale su cui è impostato il Psr, è una sfida che -ha rilevato il presidente regionale- gli agricoltori umbri hanno già
accettato e utilizzato nel precedente Piano. Si tratta, ora, di proseguire il lavoro di progettazione dello sviluppo delle aziende e proprio attraverso la progettazione integrata, affrontare
tutti i problemi delle filiere, dalla produzione alla trasformazione , fino alla commercializzazione nella visione del mercato”.

“Le risorse messe a disposizione -ha evidenziato Sposicchi- sono molte, in totale 1.046.493 milioni (quota pubblica e quota privata) di cui euro 334,430 milioni euro è la quota dell’Ue
dal Fondo Feasr; 425,638 milioni da fondi dello Stato e della Regione che sommati ai precedenti danno una spesa pubblica pari 760,068 milioni euro e infine 286,425 milioni di euro dai soggetti
privati. Gli agricoltori dovranno essere supportati dal sistema bancario che dovrà impegnarsi a dare credito alle imprese vitali, che potranno realizzare così gli investimenti
necessari per migliorare la propria capacità competitiva, continuando il loro lavoro verso la qualità e il collegamento con il territorio. La Cia dell’Umbria metterà a
disposizione delle proprie imprese un staff di tecnici specialistici della consulenza e sarà impegnata con le proprie diverse associazioni: Agia per i giovani agricoltori, Donne in Campo
per l’Imprenditoria femminile, Turismo Verde per l’agriturismo e il Turismo rurale, il Consorzio filiera agroalimentare umbra per la valorizzazione dei prodotti tipici e per la vendita
diretta”.

Leggi Anche
Scrivi un commento