Approvato finalmente il disegno di legge sul federalismo fiscale.
4 Ottobre 2008
Il Consiglio dei ministri ha approvato stamani il disegno di legge sul federalismo fiscale.
“Fare il federalismo fiscale, con la costituzione vigente, era per il governo un obbligo. La costituzione riformata con il titolo quinto
presuppone il federalismo fiscale”. Lo ha detto il ministro dell’Economia Giulio Tremonti, al termine del consiglio dei ministri che ha approvato il disegno di legge delega sul
federalismo fiscale, in conferenza stampa a Palazzo Chigi.
“Quella del federalismo fiscale è una riforma storica, ora dobbiamo costruire una banca dati condivisi”. Ha aggiunto Tremonti. “La banca dati dovrà essere costruita con
tutti i tecnici, del ministero dell’Economia, dell’Istat, della Corte dei conti. Questo esercizio va condiviso, non esistono numeri di destra o di sinistra, del nord o del sud”.
BERLUSCONI, SODDISFATTO? CERTO CHE SI’ – “Certo che sì, sono soddisfatto”. Ai cronisti che gli chiedono se sia soddisfatto per
l’approvazione oggi in consiglio dei Ministri del disegno di legge sul federalismo fiscale, risponde così il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.
Durante la conferenza stampa dopo il Cdm, CALDEROLI, ha detto – “A REGIONI ED ENTI 1,31 MILIARDI EURO” –
Il decreto approvato dal Consiglio dei ministri con disposizioni urgenti per il riequilibrio economico finanziario delle Regioni e degli Enti Locali ha un valore complessivo di 1,31
miliardi di euro.
Calderoli ha ribadito che – “Il decreto ha dato le risposte che si attendevano, precisando che nel miliardo e 310 milioni sono compresi i 434 milioni per i ticket per le Regioni, i
circa 550 per Roma, 140 per Catania e 260 di integrazione della quota di competenza ici 2008 sulla prima casa” che sarà finanziata attraverso riduzioni della spesa pubblica.
Nel ddl sul federalismo fiscale non c’é un riferimento a una regione o a più regioni per quanto riguarda l’individuazione dei costi standard.
Il ministro Calderoli – “Non c’é nessun riferimento nel testo rispetto ai costi
standard né alla Lombardia, né ad altre regioni. I decreti attuativi definiranno i costi standard ma non ci sarà un riferimento a una regione o a un’altra ma al
livello di efficienza e adeguatezza, e efficienza ed adeguatezza non hanno un riferimento geografico”.




