Approvata la nuova normativa per gli aiuti di stato “de minimis” all'agricoltura

Piemonte – La Commissione europea ha approvato il nuovo regolamento che disciplina il regime di aiuti di stato “de minimis” in agricoltura, le nuove disposizioni sostituiscono l’attuale
disciplina contenuta nel regolamento 1860/2004, con alcuni significativi miglioramenti, ottenuti a seguito di un’intensa concertazione tra gli Stati membri e Bruxelles.

Rispetto al progetto iniziale, è stato infatti aumentato a 7.500 euro il massimale di aiuto ottenibile per beneficiario, per un periodo di tre anni. La proposta della Commissione era
partita da 6 mila euro e numerose delegazioni dei Paesi membri, fra le quali la nostra, si erano battute per elevare la soglia a 10 mila euro. Il risultato ottenuto, anche se al di sotto delle
richieste, rappresenta un tangibile avanzamento rispetto al livello attuale di 3 mila euro. Un altro risultato positivo, connesso al precedente, è stato quello di ottenere l’aumento allo
0,75%, rispetto all’ 0,6% proposto originariamente dalla Commissione, del valore della produzione agricola di ciascun Stato membro, per commisurare il plafond nazionale degli importi degli
aiuti “de minimis” concedibili.

Per l’Italia ciò significa che l’importo cumulativo massimo di tali aiuti concedibili alle imprese del settore della produzione agricola sale a circa 320 milioni di euro, rispetto ai 130
previsti dal precedente regolamento (soglia 0,3%). Il nuovo regime di aiuti, che entrerà in vigore dal 1° gennaio 2008, riguarda solamente la produzione primaria. Rispetto al regime
vigente, è pertanto esclusa la trasformazione e la commercializzazione dei prodotti agricoli, i cui interventi confluiscono nella disciplina generale degli aiuti “de minimis”, prevista
dal regolamento 1998/2006. Nonostante i risultati ottenuti, Confagricoltura rimarca che gli importi di cui possono beneficiare gli agricoltori sono da considerarsi ancora inadeguati rispetto
alle attuali esigenze di investimento nel settore, tanto più se si confrontano con il livello di 200 mila euro previsto dal regime generale “de minimis”.

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