Antitrust e liberalizzazioni. La voce nel deserto…

Firenze – L’Antitrust ha fatto la propria segnalazione a Governo e Parlamento sullo stato delle liberalizzazioni, l’ennesimo rito e grido inutile? Non abbiamo elementi per asserire il
contrario.

Dopo la leggera ‘spruzzatina’ delle leggi degli anni passati e, sopratutto, dei decreti Bersani del passato Governo, dopo le più che manifeste inadempienze da parte di Stato e attori
economici vari, perché dovremmo essere così fiduciosi? Quanti anni e’, per esempio, che l’Antitrust dice che l’attuale assetto del commercio, rigidamente disciplinato da regioni e
Comuni, non e’ come dovrebbe essere? Cosa ne e’ stato di specifiche interrogazioni che il sen. Donatella Poretti ha presentato dietro nostra sollecitazione? Carta straccia! E cosa ne e’ stato
delle medesime indagini dell’Antitrust che avevano messo il dito sulla piaga degli orari e delle autorizzazioni commerciali? Come se non fossero mai state presentate!

Ora, il Governo e’ nuovo e la speranza e’ l’ultima a morire… ma a verificare i primi interventi che sono stati presi, non ci sentiamo incoraggiati a credere a chissà quale svolta:
l’accordo con l’Abi sui mutui del ministro Giulio Tremonti e’ più che altro un sistema per far guadagnare meglio e piu’ a lungo le banche, mentre sulla surroga degli stessi mutui (su cui
abbiamo fatto presentare un’interrogazione), il ministro Tremonti non ha mosso un dito. D’altro canto il ministero dello Sviluppo Economico (che cose da fare per le liberalizzazioni ne avrebbe)
sembra quasi esclusivamente e mediaticamente impegnato su un surreale e ideologico ‘ritorno’ al nucleare, come se questo fosse il problema centrale della nostra economia e non, per l’appunto,
la mancanza di liberalizzazioni.

Vincenzo Donvito, presidente Aduc

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