Antitrust: «distorsioni in mercato latte»

E’ la conferma delle distorsioni presenti nel mercato del latte dove il prezzo aumenta di quasi quattro volte dalla stalla alla tavola passando dai 0,42 euro al litro riconosciuti agli
allevatori ai 1,6 euro al litro pagati dai consumatori.

E’ quanto afferma la Coldiretti nel commentare la sentenza dell’Antitrust alla Parmalat annunciata nel giorno in cui la maggiore organizzazione agricola europea ha avviato presidi delle
principali industrie di trasformazione che intendono ridurre i compensi riconosciuti agli allevatori nonostante in Italia nel primo trimestre del 2008 si sia verificato un aumento dei consumi
in quantità e in valore dei prodotti lattiero caseari, con record di incrementi in valore del 19,1 per cento per il grana padano e del 9,6 per cento per il latte fresco (con un forte
incremento dei prezzi al dettaglio).

I prezzi troppo bassi fanno chiudere le stalle se gli allevatori tedeschi hanno protestato davanti alle catene dei principali supermercati dove il blocco delle forniture sta limitando la
disponibilità di latte sugli scaffali, la Coldiretti ha scelto come primo obiettivo gli stabilimenti industriali che migliaia di allevatori stanno presidiando fino a quando non si
sbloccherà la trattativa giungendo ad un giusto accordo per il prezzo del latte.

Occorre evitare il rischio – denuncia la Coldiretti – dell’estinzione del latte italiano che viene prodotto dagli allevatori ad un prezzo – in Lombardia dove si produce il 40 per cento – al
litro che moltiplica di quasi quattro volte ( 281 per cento) prima di arrivare sul banco del negozio. Negli ultimi venti anni – conclude la Coldiretti – sono scomparsi i tre quarti degli
allevamenti italiani che si sono ridotti da oltre 180mila a poco piu’ dei 45mila attualmente in attività che con 1,8 milioni di mucche garantiscono una produzione di latte di 10 miliardi
di chili ad alta qualità e costi competitivi.

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