Anp-Cia: un forte impegno a difesa degli anziani

Gli importi delle pensioni degli agricoltori e ancora di più per le agricoltrici sono all’ultimo posto della graduatoria, chiedere di aumentarle non crea “conflitto tra generazioni”,
cioè tra giovani e anziani, è quanto evidenzia l’Associazione nazionale pensionati (Anp) della Cia.

Il provvedimento del governo di aumento delle pensioni fino a 654 euro mensili, è una prima importante risposta per oltre 3 milioni di pensionati e rappresenta, secondo i pensionati Cia,
un primo significativo risultato per difendere il potere d’acquisto dei redditi da pensione che negli ultimi venti anni è diminuito sensibilmente.

A questo primo provvedimento -afferma l’Associazione pensionati- ne dovranno seguire altri per dare una risposta ad altri pensionati per ora non coinvolti perché hanno una pensione
superiore al minimo. In Parlamento si sta discutendo di misure a beneficio degli anziani come l’abolizione, per chi ha più di 75 anni e con basso reddito del canone Rai, l’incremento del
fondo per la non autosufficienza, l’abolizione del ticket sanitario sulle analisi e sulle visite specialistiche, l’aumento della franchigia per l’Ici, il bonus di 150 euro per i più
poveri che deve trasformarsi in sostegno permanente e non una tantum, per citare solo alcune di queste misure. Vedremo come si concluderà, vista la precarietà della situazione
politica.

Fino ad ora -rimarcano i pensionati Cia- sono state recepite le due più importanti nostre richieste: il recupero, anche se parziale, del potere di acquisto perduto delle pensioni e
l’intervento per la non autosufficienza.

Ora è indispensabile che il governo affronti altre questioni di interesse dei pensionati agricoltori e che contribuiscono alla difesa del reddito da pensione e ad incrementarne il potere
d’acquisto, la parità dell’assegno al nucleo, la maternità, la pensione di reversibilità, e la rivalutazione contributiva.

Sulla legge finanziaria 2008 e decreti collegati, in discussione al Parlamento, ci sono molti aspetti positivi, da noi condivisi, che -rileva l’Associazione pensionati Cia- ne rappresentano la
strategia di fondo. Vi sono misure di carattere sociale per 2 miliardi di euro destinati ai più bisognosi e verso la casa con l’abbattimento dell’ Ici, con gli aiuti all’affitto e con il
rilancio dell’edilizia popolare.

L’insieme della manovra 2008 porterà benefici a 21 milioni di famiglie italiane, l’85 per cento del totale delle famiglie con un beneficio medio di 177 euro, quindi ad essere toccate non
sono solo le famiglie povere. Purtroppo, sulle famiglie si stanno abbattendo altri costi, indipendenti dal governo, che incidono pesantemente sul potere d’acquisto delle famiglie, tale da
mettere a rischio i consumi primari ed eliminare i benefici dei provvedimenti governativi.

Per questo occorre intervenire sull’incidenza dell’Irpef sulle pensioni, ma anche sulle tariffe e sui prezzi. Anche, gli Enti locali non devono aumentare la tassazione locale nei prossimi loro
bilanci, anzi devono attivare misure che riducano i costi per gli anziani.

Occorre, in sostanza, un’azione continua che -conclude l’Anp-Cia- l’vada verso la risoluzione dei reali problemi degli anziani e delle loro famiglie.

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