Alle prese con un anno impegnativo: il 2008

Bologna – Dal recente congresso nazionale di Legambiente ne è uscita una prova ulteriore: i cambiamenti climatici già in atto, confermati anche dalle Conferenze dell’ONU e
dall’Unione Europea, pongono anche a noi ad una sfida senza precedenti: riuscire a contaminare la politica e le istituzioni con le nostre idee e a proporre soluzioni generali, in una frase:
dimostrare noi «giganti nel pensiero, ma nani politici», di poter essere «giganti» anche nei confronti della sfida politica aperta.

In effetti se oggi, non solo le ragioni dell’ambiente così come le abbiamo conosciute, ma ragioni economiche precise e l’esigenza di essere competitivi sul piano mondiale, richiedono –
non solo gli interventi educativi e la propaganda sugli stili di vita, ma la riduzione effettiva e radicale delle emissioni di anidride carbonica – è «dovuta» la scelta di
investire con forza i processi industriali, l’agricoltura, il turismo, i trasporti, la distribuzione e i servizi.
Non bastano quindi le iniziative – per la verità finora neanche entusiasmanti – assunte dalle regioni e dalle città contro le polveri sottili e la «mitigazione degli
impatti» e le buone pratiche ristrette ad ambiti angusti.

La questione ambientale si pone come questione economica di prima grandezza e in termini di sopravvivenza di fronte alle nazioni del mondo e in particolare all’Europa e agli Stati Uniti e
quindi si tratta di puntare a processi che interessino tutto il settore industriale con una vera e propria rivoluzione industriale che abbia come parametro fondamentale non solo la tutela ma la
stessa ricostruzione di equilibri territoriali e ambientali. Questo investe la capacità di pensiero, la qualità della ricerca, di innovazione e la qualità delle
attività produttive.
Anche chi, come noi, ha discusso finora di attività produttive sostenibili e di stili di vita, deve porsi il problema di come raggiungere la sostenibilità di tutte le
attività produttive e di stili di vita competitivi e desiderabili per tutti.
Abbiamo magnificato tutti la «soft economy» ma dobbiamo essere più ambiziosi affrontando decisamente il tema della modificazione
dell’economia: di tutta l’economia. E questo vale anche nei rapporti internazionali. Se il vecchio continente vuole incidere positivamente nei rapporti con il terzo mondo deve sempre più
passare dalla politica degli «aiuti» a praticare corposi esempi concreti di nuova gestione dell’economia, sia a casa propria che nel rapporto oggi diseguale con i paesi
emergenti.
Il congresso di Legambiente ha confermato la scelta del documento preparatorio segnando un punto di svolta deciso con la proposta autonoma di una politica concreta fatta di no per le scelte
sbagliate e di sì per quelle che ritiene giuste e da sostenere con forza. …
Grazie alle scelte fatte al congresso, il 2008 ci vede con un gruppo dirigente nuovo di zecca. Un nuovo Presidente Nazionale dell’associazione, Vittorio Cogliati Dezza, al quale dobbiamo un
libro con un titolo che parla con lungimiranza di un «mondo tutto attaccato», e una nuova Direttrice Generale, Rossella Muroni, che da sola rappresenta due novità: è
donna ed è giovanissima ma si avvale di una lunga esperienza associativa.
A loro gli auguri per il lavoro che li aspetta e, a noi, il popolo di Legambiente, con le sue strutture regionali che escono dal congresso con più forza e responsabilità, i suoi
circoli e dirigenti locali, il compito di sviluppare e dare gambe alle idee e alle proposte che abbiamo saputo mettere a punto tutti insieme nella campagna congressuale.

Luigi Rambelli Presidente Legambiente Emilia-Romagna

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