Alcune precisazioni sulle dimissioni volontarie

A dieci giorni dall’avvio delle nuove procedure per le dimissioni volontarie, il Ministero del Lavoro ha fatto un primo bilancio del sistema ed fornito alcune ulteriori precisazioni.
Dal 5 marzo, in particolare, sono pervenute 21.799 segnalazioni da parte dei lavoratori che intendono dimettersi attraverso i soggetti intermediari abilitati, che a tutt’oggi contano 580 Centri
per l’Impiego ed 8106 Comuni, oltre a DPL, DRL e strutture analoghe delle regioni e province autonome.
Il Ministero ha ricordato che il nuovo modello per le dimissioni volontarie sostituisce tutte le modalità precedentemente in vigore, è valido su tutto il territorio nazionale ed
è dotato di particolari caratteristiche anticontraffazione e falsificazione.
Le nuove disposizioni, inoltre, si applicano solo alle dimissioni presentate dopo il 5 marzo anche nel caso in cui il lavoratore le abbia presentate prima di tale data, ma il rapporto di lavoro
non sia ancora terminato per la decorrenza dei termini di preavviso. Le dimissioni possono comunque essere revocato a condizione che si rispetti il termine di 15 giorni dall’apposizione della
marca temporale e che il datore di lavoro non sia ancora venuto a conoscenza delle dimissioni del lavoratore.

I lavoratori interessati dalle nuove procedure:
– lavoratori subordinati nell’impresa di cui all’art. 2094 del c.c., compresi il lavoratori della Pubblica Amministrazione e degli enti pubblici ed i lavoratori domestici;
? i collaboratori coordinati e continuativi anche a progetto;
? gli associati in partecipazione di cui all’art. 2549 e ss del c.c. solo se caratterizzati dall’apporto di lavoro, anche non esclusivo, da parte degli associati, con la sola esclusione dei
lavoratori già iscritti ad albi professionali;
? lavoratori e soci di cooperative.
? collaboratori occasionali, compresi quelli soggetti a “mini co.co.co.”.

Le tipologie di lavoro non interessate dalle nuove procedure:
? le risoluzioni consensuali del rapporto di lavoro e cioè tutte le cessazioni del rapporto di lavoro che derivano dall’incontro della volontà dei due contraenti. Esse restano
disciplinate dalle norme generali sui contratti , che sanciscono la libera manifestazione del consenso;
? le dimissioni rassegnate durante il periodo di prova, stante il principio della libera recedibilità del rapporto;
? le cosiddette “dimissioni incentivate” del rapporto che siano il frutto di un accordo tra datore di lavoro e lavoratore e quindi configurino una risoluzione consensuale del rapporto;
? i casi di collocamento in quiescenza e di collocamento in pensione;
? le cessioni del contratto in quanto, in queste ipotesi, la cessazione del rapporto non avviene con atto unilaterale ma con accordo trilaterale;
? gli stages e i tirocini in quanto non costituiscono rapporti di lavoro né autonomo né subordinato;
? le prestazioni di lavoro accessorio ai sensi dell’art. 70 d.lgs. n. 276/2003;
? le prestazioni di lavoro occasionale svolte in regime di piena autonomia ex art. 2222 c. c.
? i rapporti di lavoro marittimi, poiché i contratti di arruolamento della gente di mare sono regolati dalla legge speciale del codice della navigazione e non dal codice civile;
? le dimissioni dei componenti degli organi di amministrazione e di controllo di società e partecipanti a collegi e commissioni purchè si configurino come rapporti di lavoro
autonomi e non come collaborazioni coordinate e continuative;
? i rapporti di impiego pubblico non privatizzati e dunque non contrattualizzati (ai sensi dell’ art. 3 D.L.gs. 165/2001) e cioè:
– i magistrati ordinari, amministrativi e contabili;
– gli avvocati e procuratori dello Stato;
– il personale militare e delle forze di polizia;
– il personale della carriera diplomatica e della carriera prefettizia;
– dipendenti che svolgono la loro attività nelle materie contemplate dal D.L.gs C.P.S. 691/1947 (dipendenti della Banca d’Italia), e dalle leggi281/1985 (dipendenti della CONSOB) e
287/1990 (dipendenti dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato);
– dipendenti dell’ ISVAP;
– a tali soggetti vanno aggiunti, per espressa previsione normativa, i dipendenti delle Autorità per i servizi di pubblica utilità ( l. 481/95) e dell’autorità per le
garanzie nelle comunicazioni (L. 249/97).

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