Agricoltura, Vergati (Confagricoltura): serve un nuovo dialogo tra banche e imprese del Made in Italy
4 Marzo 2009
C’è bisogno di un più stretto dialogo tra le banche e le imprese agricole del Belpaese – fiore all’occhiello del made in Italy – che hanno bisogno di risorse finanziarie per
crescere, specializzarsi, innovarsi ed espandersi sui mercati internazionali: lo afferma Andrea Vergati della Giunta di Confagricoltura, che auspica fortemente la nascita di strumenti creditizi
mirati ed innovativi. Proprio il tema del credito è stato al centro della tavola rotonda “Agricoltura e Commercio” all’interno del convegno organizzato oggi a Roma da UniCredit Group e
intitolato “Impresa Italia: il nostro impegno per le piccole imprese”. L’imprenditore agricolo – sostiene Vergati – è una risorsa per il Paese e nel caso specifico anche per una banca:
sicuramente rappresenta un antidoto alla crisi. Ecco perché l’accesso ai finanziamenti in misura sufficiente ed a costi accettabili rappresenta per questo settore, caratterizzato da una
netta prevalenza di piccole e medie imprese, con scarso grado di autofinanziamento, una condizione indispensabile per investire, mantenendo i livelli occupazionali e creando nuove
opportunità di lavoro.
Oggi il 27% delle imprese operanti in agricoltura, su un totale di 1,8 milioni, rappresenta il 66% della produzione ed il 71% del valore aggiunto, ma anche aziende che occupano il 90% del
lavoro dipendente agricolo in Italia. Sono queste le realtà a cui il mondo creditizio deve offrire soluzioni finanziarie ad hoc, perché continuino a rappresentare un comparto
produttivo solido e competitivo.
Nel suo intervento al convegno, al quale hanno partecipato i rappresentanti delle istituzioni, delle associazioni di categoria e del settore bancario, Andrea Vergati ha affermato che
attualmente c’è un numero crescente di imprese agricole che incontrano difficoltà nel finanziarsi e che si trovano di fronte ad un maggiore irrigidimento da parte delle banche
nelle modalità di rilascio dei finanziamenti, che si traduce in certi casi in una preclusione all’accesso ai prestiti ed in altri in un innalzamento dei costi finanziari ed una
contemporanea diminuzione della durata dei finanziamenti.
“Ecco perché – ha concluso Vergati – plaudo all’iniziativa odierna di UniCredit ed al coinvolgimento del settore agricoltura. D’altra parte – ha aggiunto – il ritorno all’economia reale
è il punto cardine da cui si può comprendere come il momento produttivo sia il centro della ricchezza, al contrario di una concezione che per troppo tempo ha considerato
esclusivamente il mero scambio. Il comparto agricolo dà alla collettività alimentazione, ambiente e territorio, energia rinnovabile, oltre ad occupare oltre 1.200.000 addetti”.





