Agricoltura soffocata dalla burocrazia: un costo da 3 miliardi l’anno

Agricoltura soffocata dalla burocrazia: un costo da 3 miliardi l’anno

Il presidente della Cia Giuseppe Politi lancia l’allarme. Le aziende agricole sono sempre più in difficoltà. E’ vero che il governo ha tagliato migliaia di norme per una maggiore
semplificazione legislativa, ma per il settore agricolo la situazione resta molto complessa. Gli obiettivi della Petizione popolare “Dacci un taglio”.
 
“Il governo ha annunciato nei giorni scorsi che sono state ‘tagliate’ 375 mila norme per una maggiore semplificazione legislativa. La situazione per la nostra agricoltura resta, però,
ancora molto difficile. Le imprese continuano ad operare sotto l’assillo di una burocrazia asfissiante che toglie risorse e tempo. Ogni anno servono più di 110 giornate di lavoro per
rispondere agli obblighi di carattere burocratico. Ormai l’onere del rapporto azienda-macchina pubblica ‘pesa’ per il 30 per cento sul costo complessivo del lavoro per i piccoli e medi
imprenditori. Un costo per le imprese agricole che supera i 3 miliardi di euro l’anno, di cui circa un miliardo addebitabile ai ritardi, ai disservizi e alle inefficienze della Pubblica
amministrazione”. E quanto sottolinea il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi che lancia un appello affinché le aziende vengano liberate dai tanti
“lacci e lacciuoli” che impediscono una gestione corretta dell’attività.

“Abbiamo a che fare – evidenzia Politi – con un vero e proprio ‘mostro’ dai mille tentacoli che impedisce di sviluppare in maniera adeguata l’attività imprenditoriale. Insomma,
bisogna assicurare nei rapporti con la Pubblica amministrazione la certezza di tempi e il riconoscimento dei diritti, semplificare i rapporti tra imprese, cittadini e pubblica amministrazione,
ridurre il costo della burocrazia, valorizzare la sussidiarietà verticale e orizzontale”.

Per questo motivo la Cia ha promosso la Petizione popolare “Dacci un taglio. E’ semplicemente un tuo diritto”, attraverso la quale sono state raccolte migliaia di firme in tutta Italia per
impegnare il governo, nell’ambito delle politiche di semplificazione amministrativa, a predisporre precisi provvedimenti che permettano un adeguato snellimento delle procedure burocratiche.

“La semplificazione amministrativa, lo snellimento delle procedure e la riduzione degli oneri burocratici – rileva il presidente della Cia – rappresentano, d’altronde, un’esigenza fondamentale
per una società che deve crescere. Gli orientamenti dell’Europa vanno tutti in questa direzione, mentre l’Italia, purtroppo, è ancora di gran lunga indietro su tale particolare
versante. E la conseguenza è una sola: le aziende sono sempre meno competitive e i cittadini sono costretti a confrontarsi con un’amministrazione che richiede tempi lunghissimi e
insopportabili, costi sempre più onerosi”.

“Basterebbe – conclude Politi – una riduzione del 25 per cento del carico dell’apparato burocratico, che nel nostro Paese pesa per il 4,5 per cento sul Prodotto interno lordo (contro il 3,5 per
cento dell’Unione europea), per determinare un taglio di oltre 5 miliardi di euro. Una somma con la quale si possono mettere in moto interventi a sostegno della ripresa economica e, quindi, dei
vari settori produttivi”.

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