Agricoltura, insediato comitato sorveglianza PSR lombardo

Rendere operativo il Programma di Sviluppo Rurale 2007-2103 (PSR) della Lombardia dopo l’approvazione della Commissione Europea, è questo il compito principale che spetta al Comitato di
Sorveglianza del PSR insediato oggi in Regione Lombardia dal presidente, Roberto Formigoni e dalla vicepresidente e assessore all’Agricoltura, Viviana Beccalossi.

Per il periodo 2007 – 2013 il Governo regionale ha scelto di attuare una programmazione unitaria dei Fondi strutturali, per quanto riguarda sviluppo rurale, competitività, occupazione,
cooperazione Italia – Svizzera, mettendo insieme azioni diverse, ma complementari per il raggiungimento di obiettivi concreti.
Per legare tra loro la Programmazione del FEASR, dell’FSE, del FASR, del Programma Italia – Svizzera, è stato necessario «creare» una solida struttura di coordinamento
trasversale, a livello tecnico e politico.
«Perché – ha spiegato Formigoni – abbiamo ritenuto che sia questa l’unica strada per ottimizzare le risorse, attuare una governance forte e organica, coinvolgendo tutti i soggetti
in campo, e per porsi obiettivi più ambiziosi. E in questo senso Regione Lombardia si pone come interlocutore della Commissione Europea».

«Regione Lombardia – ha ricordato la vicepresidente – ha mantenuto fede ai propri impegni nei confronti di tutto il suo mondo rurale ottenendo la disponibilità di una dotazione
finanziaria di 900 milioni di euro. Da qui in avanti il nostro lavoro è finalizzato a realizzare le procedure operative, e in particolare i bandi per la presentazione delle domande, che
dovranno essere le più efficaci e semplici possibile».
Il nuovo PSR prevede ben 52 milioni in più rispetto al riparto del 2000 e oggi la Lombardia pesa per il 4,98% sull’ammontare complessivo dei fondi destinati allo Sviluppo Rurale
nazionale, contro il 4,26% della programmazione 2000/2006.
I fondi serviranno anzitutto per favorire, attraverso investimenti aziendali e infrastrutturali, la competitività del sistema agro-alimentare lombardo, per migliorare l’ambiente e lo
spazio rurale e per promuovere il miglioramento della qualità della vita nelle aree rurali e la diversificazione delle produzioni agricole.
Da sottolineare inoltre che tra le 15 Regioni dell’area del centro-nord la Lombardia è, insieme all’Emilia Romagna, quella che si è vista assegnare più fondi per lo
Sviluppo Rurale.

«Un giusto riconoscimento – ha sottolineato Viviana Beccalossi – per una regione che recita un ruolo fondamentale e di assoluta protagonista nel panorama agricolo nazionale con il 14%
della produzione nazionale, oltre 70.000 strutture produttive, più di 200.000 lavoratori e primati nazionali nei settori del lattiero-caseario, dei cereali, del riso e della
carne».
«Ora dobbiamo proseguire il nostro cammino – ha detto Viviana Beccalossi – puntando su un sistema agricolo e rurale evoluto, economicamente forte, ecologicamente responsabile, e al centro
del territorio. E per essere evoluto deve garantire un approccio integrato. Per restare economicamente forte deve strutturarsi bene e diversificare la propria attività. Per essere
ecologicamente responsabile deve adattare le sue tecniche e garantire ai consumatori prodotti sani e sicuri, diversificati e di qualità. Infine, per essere al centro del territorio deve
restare il cuore pulsante delle aree rurali».
Ragionando in termini più generali Viviana Beccalossi ha quindi evidenziato la necessità di «garantire ai consumatori qualità nelle produzioni, trasparenza
nell’informazione, responsabilità nella gestione dell’ambiente».
Viviana Beccalossi ha infine ricordato che tra gli elementi di novità del PSR 2007-2013 va evidenziata proprio la costituzione del Comitato di Sorveglianza, attraverso il quale il
partenariato, istituzionale ed economico-sociale, partecipa all’applicazione del Programma.

Il nuovo PSR prevede poi nuove misure finalizzate alla differenziazione dell’economia rurale verso settori non agricoli (creazione di microimprese), all’incentivazione di attività
turistiche, alla diversificazione dell’azienda agricola (agriturismo, fonti energetiche sostenibili ecc.) o alla «valorizzazione economica delle foreste».
Non solo sono previste nuove tipologie di azioni ma anche nuovi strumenti procedurali che enfatizzano gli aspetti progettuali delle iniziative, e che rivestono una importanza ancora maggiore
per le opportunità che potranno sviluppare, se saranno efficacemente applicati.

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