Agricoltura: Bruni (Fedagri), le cooperative per una nuova agricoltura competitiva

Agricoltura: Bruni (Fedagri), le cooperative per una nuova agricoltura competitiva

Dove va l’agricoltura oggi? Paolo Bruni, presidente Fedagri-Confcooperative non da dubbi: «per superare la crisi occorre essere competitivi sul mercato. E il mercato ha bisogno di modelli
produttivi e imprenditoriali che facciano perno sulla valorizzazione del made in italy, sulla centralità del produttore e sull’aggregazione delle imprese, indispensabile per poter
conquistare nuovi mercati».

Nel suo intervento a Torino nell’ambito della tavola rotonda inaugurale di Campus – Salone della nuova Agricoltura, Bruni ha così proseguito: «Perché propongo di puntare sul
modello cooperativo? Perché è un modello capace di coniugare mercato ed economia con partecipazione e democrazia. E poi perché la cooperazione è da sempre garanzia di
tracciabilità, di italianità, di origine e di qualità: lo ha dimostrato in maniera inequivocabile l’ultimo Rapporto dell’Osservatorio sulla cooperazione agricola istituito al
Mi.P.A.A.F., che ha evidenziato come l’82% in media del prodotto trasformato in cooperativa proviene dal socio produttore agricolo conferente, una percentuale che in molti settori è pari
al 100%».

«E sono sempre i dati dell’Osservatorio – ha aggiunto Bruni – che rilevano quanto sia fondamentale la dimensione di impresa. Io non voglio – ha dichiarato – apparire come un sostenitore
delle grandi imprese: io dico solo che le imprese agroalimentari devono avere la giusta dimensione che consenta loro di reggere nel mercato. Le cifre del Rapporto parlano chiaro: gli indicatori
economici esprimono performance migliori al crescere delle dimensioni e ciò vuol dire che le piccole e micro imprese fanno fatica a reggere in un mercato così fortemente
concorrenziale. Esse potranno essere competitive solo se saranno inserite in un sistema, integrate cioè in una rete di relazioni con altre strutture cooperative. Occorre quindi, e lo vado
ripetendo da tempo, continuare a fare aggregazioni ad ogni livello: fusioni, incorporazioni, aggregazioni commerciali, ecc.».

Riguardo infine alla rigidità della domanda interna di consumi alimentari, dovuta anche al ridotto potere di acquisto degli italiani, Bruni ha commentato: «puntare alla
internazionalizzazione delle nostre imprese ed esportare in tutto il mondo le nostre eccellenze è l’unica strada percorribile se vogliamo mantenere i nostri livelli produttivi e remunerare
la qualità».

Particolarmente condiviso l’appello di Bruni – ripreso anche nell’intervento del presidente della Regione Piemonte Mercedes Bezzo, per un «nuovo patto tra mondo della produzione agricola e
grande distribuzione organizzato».

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