«Adotta» un maiale a distanza contro rincari

Con appena 45 euro al mese è possibile «adottare» a distanza, anche on line, un maiale di razza pregiata per farlo crescere ed alimentare in modo genuino e in un ambiente
naturale e garantirsi così per tutto l’anno salumi e carne fresca di alta qualità.

L’iniziativa è di Giuseppe Riggio, che gestisce una azienda agricola di Reggio Calabria, che si è aggiudicata nella categoria «esportare il territorio» il premio
«Oscar Green» per innovazione in agricoltura promosso dai giovani della Coldiretti, con l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica. La richiesta di allevamento a distanza del
maiale grecanico allo stato semibrado, previo il pagamento dell’importo per l’iscrizione, può essere spedita – sottolinea la Coldiretti – all’indirizzo email agririggio@libero.it e offre
anche la possibilità di visitare il maiale durante il periodo di allevamento di dieci mesi, al termine del quale l’animale raggiunge un peso variabile tra i 150 e i 220 chili per una
altezza di 1,2 metri e una lunghezza di 2 metri.

Ma altre cinque sono le idee creative premiate dai giovani della Coldiretti nell’ambito del concorso «Oscar Green», al quale hanno partecipato centinaia di imprese agricole. A
consegnare i riconoscimenti, tra gli altri. il Presidente Nazionale della Coldiretti Sergio Marini, il Delegato nazionale dei Giovani Coldiretti Donato Fanelli e il Ministro delle Politiche
Agricole Luca Zaia. L’azienda agricola Montebaducco, in provincia di Reggio Emilia di Davide Borghi si aggiudica la vittoria per la categoria «Stile e cultura d’impresa» per aver
recuperato la tradizione dell’allevamento di asini con la produzione di latte, alimenti e di cosmetici a base di latte d’asina, una tradizione che affonda le radici nell’antico Egitto e
nell’antica Roma. Un prodotto importante per la cura del corpo, ma utile anche per il numero crescente di bambini affetti da intolleranze alimentari e da allergie. Roberta Creta della
Società agricola La Credenza (Pietravairano, Caserta) è stata premiata nella categoria «Campagna Amica» per la perizia gastronomica, ma anche la capacità di
valorizzare le attività tipiche della campagna casertana con la creazione di prodotti innovativi come la gelatina di vino Aglianico e di birra artigianale del Sannio offerta a enoteche,
gastronomie, ristoranti ai negozi specializzati. L’azienda agricola biologica Al Confin, (Camisano, Vicenza) di Paolo Marostegan vince per la categoria «Sviluppo locale» per aver
dato un impulso unico e qualificato allo sviluppo della cultura del proprio territorio, non solo per la conservazione delle tradizioni con le sue 86 varietà di ortaggi tipici, ma anche
per la costruzione di una rete di rapporti virtuosi con i cittadini consumatori come l’offerta del pacco famiglia che unisce il risparmio alla garanzia di genuinità: con 26 euro è
possibile portare a casa uova, insalate, carote e tanti altri prodotti genuini in grado di soddisfare le esigenze di una famiglia per una intera settimana. Giannenrico Spoldi (Trigolo, Cremona)
si aggiudica il primato nella categoria «Energia per il futuro» allevando maiali dai quali ottiene anche energia da biogas mentre nella categoria «Oltre la filiera»
vince Alessandro Demarchi (Moretta, Cuneo) che con la Cooperativa Agricola Demacoop è riuscito a razionalizzare la filiera che mette in relazione gli imprenditori agricoli con la grande
distribuzione e al tempo stesso a garantire sostegno alla rete dei produttori in vendita diretta e vantaggi per i consumatori.

«Le imprese agricole dell’Oscar Green – afferma Donato Fanelli, Delegato Nazionale dei Giovani Coldiretti – sono quelle che hanno saputo coniugare innovazione e tradizione per competere e
sviluppare nuovi modelli di business, dando al settore agricolo e al Paese una grande prospettive di crescita». In Italia sono quasi centomila i giovani under 35 che hanno scelto di porsi
alla guida di aziende agricole che rappresentano la componente più dinamica dell’agricoltura italiana: le aziende agricole guidate da giovani hanno un fatturato superiore alla media del
75 per cento per effetto di una maggiore creatività, ma anche di una prospettiva di piu’ lungo periodo che spinge verso l’innovazione. Oltre il 33 per cento delle imprese agricole che
hanno partecipato al concorso Oscar Green sono nate – riferisce la Coldiretti – dopo il 2000, piu’ della metà (55 per cento) hanno alla guida un giovane sotto i 40 anni che nei due terzi
dei casi (66 per cento) è in possesso di diploma o laurea. Circa un terzo delle imprese – conclude la Coldiretti – ha superato il fatturato annuale di 100mila euro che è peraltro
previsto in crescita nel 75 per cento dei casi come pure in aumento è l’occupazione (43,3 per cento).

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