ADOC: brinda lo speculatore

Così il blocco degli autotrasportatori dopo aver semiparalizzato il Paese per giorni, alla conclusione ha subito aperto il fronte delle speculazioni sui prodotti agroalimentari: frutta,
verdura, carne, pesce hanno fatto registrare rincari che hanno toccato, denunciano le associazioni dei consumatori, punte del 15-20%.

Per i cittadini, soprattutto quelli che hanno difficoltà a far quadrare i conti a fine mese, al danno (lo sciopero dei tir) si aggiunge la beffa (gli aumenti). E, soprattutto, la
prospettiva di un Natale «di magro», comunque più caro. Perché non si capisce in base a quale legge economica la zucchina verde che martedì si trovava sui
mercati romani a 1,20 euro al chilo e mercoledì era d’incanto sparita dai banchi, ieri alla notizia della fine del blocco dei camionisti sia come d’incanto riapparsa, ma a 2 euro al
chilo. E come mai le clementine calabresi ieri costassero il 30 per cento in più rispetto al giorno prima quando – che strano – scarseggiavano. Sarà sempre un caso, ma ieri,
secondo le rilevazioni dell’Adoc, si sono registrati aumenti proprio dei prodotti tipicamente consumati sotto le feste, come il salmone ( 3,5%), i gamberoni ( 8,3%) e i mandarini ( 3,5%). Per
le lenticchie si sarebbe arrivati addirittura a un 19,4%.

Spiacerà probabilmente alle anime candide del settore commerciale, e ovviamente non si deve fare di ogni erba un fascio. Ma non si può negare che siamo di fronte, per l’ennesima
volta, a una gigantesca speculazione sulle tasche degli italiani. Poi, certo, verremo sommersi da analisi e ricerche, studi e comparazioni che dimostreranno l’indimostrabile e ci diranno che la
situazione è sotto controllo. Ma nessun economista potrà mai spiegarci perché, come denuncia la Coldiretti, il prezzo del grano si è ridotto di un ulteriore 10% a
novembre rispetto a ottobre, mentre il pane è aumentato del 12,1% e la pasta del 7,6%. E, poiché le disgrazie non vengono mai sole, anche pandori e panettoni salgono
rispettivamente del 12 e del 9%.

Non si tratta di chiedere misure vetero-stataliste come il ripristino dei prezzi controllati. Ma nessun Paese civile può consentire (o tollerare) un mercato selvaggio. Decine di
inchieste hanno denunciato le storture del nostro sistema distributivo che producono rincari in progressione geometrica a vantaggio di minoranze privilegiate e protette. Le blande
liberalizzazioni sinora introdotte dal governo, su questo fronte non hanno purtroppo realizzato risultati significativi. I leader del centrosinistra e del centrodestra, finora impegnati in
disquisizioni, certamente fondamentali per il futuro del Paese e di appassionante interesse per le grandi masse, sulla bontà del sistema proporzionale alla tedesca, dovrebbero forse
porsi anche questo genere di problemi. Un po’ terra-terra, è vero. Ma senz’altro più vicini ai bisogni primari dei cittadini-consumatori.

Teodoro Chiarelli

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