Acli: detassazione straordinari aiuta imprese ma non risolve problema redditi

Roma – «La detassazione degli straordinari può essere una misura utile, soprattutto per le imprese, ma ci auguriamo non sia né l’unico, né il principale
intervento previsto dal governo per la crescita delle retribuzioni del lavoro dipendente», lo afferma il presidente delle Acli Andrea Olivero commentando il provvedimento annunciato dal
Governo per il Consiglio dei ministri di oggi a Napoli.

«Usare la leva degli straordinari – spiega Olivero – non risponde, se non in minima parte, alle esigenze di redistribuzione del reddito avvertite dai lavoratori e dalle famiglie italiane.
E il possibile abuso dello strumento desta non poche preoccupazioni circa la conciliazione dei tempi di lavoro con la vita familiare, che diventerebbe ancora più problematica di quanto
non lo sia oggi».

Per le Acli il riequilibrio economico a favore dei salari deve avvenire con misure contrattuali, nell’ambito del nuovo modello della contrattazione collettiva più attenta alla
negoziazione aziendale; con provvedimenti fiscali a carattere più generale ed in particolare con la rimodulazione delle aliquote delle imposte sui redditi, con la ripartizione del
reddito da lavoro su tutti i componenti del nucleo familiare.

L’intenzione del Governo di dare al provvedimento sulla detassazione degli straordinari un carattere sperimentale trova il consenso delle Acli, per le quali andranno attentamente monitorati e
verificati gli incrementi effettivi di produttività del lavoro derivanti da questa specifica misura; la capacità di far emergere la quota di lavoro sommerso che si sviluppa nel
lavoro straordinario; l’estensione dei benefici dell’intervento a tutta la platea dei lavoratori e non a singole categorie (impiegati e specializzati); l’eventuale penalizzazione del reddito da
lavoro femminile che già oggi, nell’ambito degli straordinari, si compone in misura significativamente più bassa, rispetto ai redditi dei maschi.

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