Accensione 81° Fiammifero Romano Levi – Neive, 25 ottobre 2025
13 Ottobre 2025
Quest’anno la festa assume un significato speciale: ricorrono infatti i preparativi per i cento anni dalla fondazione della Distilleria Levi Serafino (1925-2025),
L’ingresso è libero per tutti: assaggi gratuiti di grappe, amaro e vermouth… ma anche Vin brulè degli Alpini, caldarroste, frittelle, bagna cauda e polenta, agnolotti del plin, salami al tartufo, i dolci dei ragazzi della scuola alberghiera… e la banda del paese che allieta la festa.
di Giuseppe Danielli
Newsfood.com, 13 ottobre 2025
Neive (CN) – Il 25 ottobre 2025, nella casa-distilleria di Neive, si accenderà l’81° Fiammifero, la storica fiamma che ogni autunno dà vita al nuovo ciclo di distillazione.
Quest’anno la festa assume un significato speciale: ricorrono infatti i preparativi per i cento anni dalla fondazione della Distilleria Levi Serafino (1925-2025), autentico scrigno di memoria, poesia e artigianato.
Una doppia ricorrenza che intreccia storia e territorio, ricordando come da un piccolo borgo delle Langhe sia nata una delle realtà più iconiche di arte popolare.del Piemonte e dell’Italia del gusto
1925: un secolo fa, l’Italia accendeva la modernità
L’anno 1925 fu un crocevia di rinascita e invenzioni.
Mentre a Neive Serafino Levi -di tradizione grappaiola secolare originario della Valle Spluga- dava vita alla sua distilleria a fuoco diretto, in Piemonte nasceva Michele Ferrero, genio indiscusso dell’industria dolciaria che porterà il nome di Alba nel mondo con Nutella, Mon Chéri e Ferrero Rocher.
Era un tempo di intuizioni e di visioni, in cui il lavoro artigiano conviveva con i primi sogni di modernità.
Nello stesso clima di passione e tenacia, Serafino Levi decise di dare vita a una piccola distilleria familiare che, per un secolo, avrebbe custodito l’anima delle Langhe negli aromi della grappa.
Da quel gesto, da quel “fiammifero” acceso cento anni fa da Serafino, sarebbe nata una tradizione che ancora oggi arde viva nell’ultima Distilleriadi a fuoco diretto di Neive.
Il Fiammifero:
Il “Fiammifero” non indica soltanto l’accensione della caldaia, ma un rito collettivo che, ogni anno a fine ottobre, la Distilleria Levi celebra la riaccensione del fuoco sotto l’alambicco: il momento in cui le vinacce fresche dei vitigni di Barbaresco, Barolo, moscato… tornano a trasformarsi in spiriti puri.
Per Romano Levi, accendere il Fiammifero significava “dare vita nuova alle anime dell’uva”, un atto poetico e spirituale che, da fine ottobre a marzo, si ripete ancora oggi grazie alla lungimiranza dei nuovi proprietari e alla maestria di Fabrizio: con oltre 30 anni di esperienza, l’ultimo distillatore a fuoco discontinuo non ha più segreti.
Curiosità: Il rito dell’accensione del Fiammifero
Da sempre, l’accensione del forno che scalda l’alambicco viene fatta con un fiammifero e un foglio di giornale de “Il sole 24ore”. Romano Levi diceva che il prestigioso giornale dava sempre delle notizie attendibili e la carta non macchia.
Una distilleria che è museo vivente
Entrare oggi nella Distilleria Levi Serafino significa compiere un viaggio nel tempo. Un tempo che si è fermato – Alla scrivania di Romano ci sono ancora ragni e ragnatele-
Gli strumenti, le botti, gli alambicchi a fuoco diretto sono ancora quelli originali, custoditi come reliquie del lavoro manuale.
Ogni dettaglio racconta la filosofia di Romano e Lidia Levi, eredi del fondatore Serafino e della madre Teresina Balbo, perita sul sagrato della chiesa di Neive, sotto un bombardamento alla fine della Seconda guerra mondiale.
La produzione rimane volutamente limitata, perché ogni bottiglia rappresenta un atto d’arte, non un prodotto di massa.
Non è raro vedere visitatori -provenienti da tutto il mondo- commossi di fronte alle etichette dipinte a mano, alle scritte ingenue e struggenti di Romano, ai disegni della “Donna selvatica che scavalica le colline”.
Ogni bottiglia è unica, irripetibile, irrimediabilmente umana.
Etichette, arte e mito: le “parole disegnate” di Romano Levi
Le etichette di Romano Levi sono considerate vere e proprie opere d’arte popolare.
Nate per necessità – non potendosi permettere stampe tipografiche – divennero nel tempo un linguaggio poetico e visivo inconfondibile.
A ogni grappa il suo volto, la sua frase, la sua donna selvatica, dipinta a mano e accompagnata da parole che uniscono malinconia, leggerezza e amore per la natura.
“Le mie etichette sono le mie preghiere” – scriveva Romano.
“Ogni bottiglia, un’anima in cammino.”
Collezionate in tutto il mondo, queste etichette sono oggi esposte in mostre, musei e gallerie d’arte.
La Distilleria Levi ha recentemente rilanciato il progetto “Grappart”, che archivia e certifica le bottiglie originali, valorizzando anche nuove serie artistiche, come quella realizzata da Renato Missaglia: 999 etichette ispirate alla “Donna selvatica che scavalica le colline”.
Un’icona delle Langhe patrimonio dell’Umanità
Oggi la Distilleria Levi non è soltanto un’azienda, ma un simbolo identitario, patrimonio UNESCO dei paesi vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato.
Romano Levi – definito “il Grappaiolo Angelico” da Luigi Veronelli– ha incarnato l’essenza del territorio: un uomo semplice, solitario, visionario, capace di trasformare la distillazione in un gesto quasi mistico.
Le sue bottiglie viaggiano nel mondo come ambasciatrici del Piemonte più autentico.
Ogni etichetta racconta una storia di mani, di colline, di fuoco, di amore per la terra, di quotidianità di persone semplici.
Romano Levi, il Grappaiolo Angelico
Romano Levi (1928-2008) nacque a Neive e visse tutta la vita accanto al suo alambicco.
Rimasto orfano giovanissimo, con la sorella Lidia ereditò la distilleria paterna e, contro ogni logica economica, continuò a distillare a fuoco diretto, come si faceva nell’Ottocento.
Fu un artigiano e un poeta: sulle sue bottiglie scriveva versi improvvisati e disegnava a mano figure femminili – la sua celebre “Donna selvatica che scavalica le colline” – simbolo di libertà e di sogno.Non si sposò mai, viveva circondato da libri, bottiglie e visitatori che arrivavano da tutto il mondo. Amava gli animali: anche gufi, civette, formiche, ragni…
Diceva: -“non mi sento poeta e nemmeno artista, faccio grappa”.
Si dice che accogliesse gli ospiti con una frase:“Qui non si vende grappa, qui si raccontano storie.”
Celebre anche la sua frase di commiato: “Grazie che ci siamo incontrati”.Dopo la sua scomparsa, la distilleria è diventata un luogo di pellegrinaggio laico, un piccolo santuario dell’arte e della memoria.
Lidia Levi (1925-2010) proseguì per qualche anno la produzione, poi la gestione passò a una fondazione e oggi a un gruppo di custodi che ne mantengono viva l’anima originaria.
Distilleria Serafino Levi: 1925-2025, un secolo di storia
In cento anni la Distilleria ha attraversato guerre, ricostruzioni, boom economico e globalizzazione senza mai cambiare la propria anima.
Dal fuoco del primo alambicco alla leggenda delle etichette dipinte, dalle poesie di Romano ai collezionisti internazionali, tutto è rimasto fedele a un principio semplice:
l’autenticità non si industrializza.
Il 25 ottobre 2025, l’81° Fiammifero sarà dunque più di una festa: sarà un atto di continuità, in attesa della grande festa in preparazione per celebrare degnamente una fiamma che arde da un secolo, tra l’alambicco di Neive e il cuore delle Langhe.
Come ogni anno la festa dell’accensione del fiammifero viene fatta in distilleria, a Neive… una casa museo rimasta tale e quale come era quando è mancato Romano Levi il 1° maggio del 2008, … ci sono ancora le ragnatele alle finestre.
L’ingresso è libero per tutti: assaggi gratuiti di grappe, amaro e vermouth… ma anche Vin brulè degli Alpini, caldarroste, frittelle, bagna cauda e polenta, agnolotti del plin, salami al tartufo, i dolci dei ragazzi della scuola alberghiera… e la banda del paese che allieta la festa.Sabato 25 ottobre dalle ore 14 alle ore 18.
Distilleria Serafino Levi
Borgonovo, Neive CN, It
Via XX Settembre, 91CONTATTI
info@distilleriaromanolevi.com
Vedi anche:
Romano Levi in Newsfood.com (Clicca qui)
Romano Levi – Video e interviste (Clicca qui)
© Riproduzione Riservata
Copyright Giuseppe Danielli
Nutrimento & nutriMENTE




