Abolita l'Ici, detassati gli straordinari e rate dei mutui riportate al 2006

Si è svolto mercoledì 21 maggio, a Napoli, il primo Consiglio dei ministri guidato dal neopremier Silvio Berlusconi ed alcune delle misure approvate interessano aspetti importanti
per il portafoglio degli italiani.
Dal 2008, infatti, il Governo ha deciso l’abolizione dell’Ici per l’abitazione principale dei contribuenti: la misura, in particolare, interesserà tutte le tipologie di immobili, fatta
esclusione per le abitazioni principali di lusso (categoria A1, A8 e A9), per le quali continueranno comunque ad essere applicabili le detrazioni vigenti.
Come ha reso noto un comunicato stampa del Governo, l’operazione costerà circa 2.500 milioni di euro per ciascuno degli anni 2008, 2009 e 2010, mentre, a decorrere dall’anno 2011, la
copertura arriverà con la Finanziaria.
Un’altra novità importante approvata dal Cdm e già abbondantemente annunciata e discussa è la detassazione degli straordinari per i dipendenti del settore privato: “Lo
straordinario dei dipendenti nel settore privato – ha reso noto il Governo – sarà tassato del 10% per redditi non superiori a 30 mila euro”.
A sorpresa, invece, è arrivato un’ulteriore misura “taglia spese” per le famiglie: il Cdm ha esaminato un provvedimento, da predisporre con l’ABI, per riportare ai valori del 2006 le
rate dei mutui a tasso variabile, che, com’è noto, hanno subito un’impennata negli ultimi anni.
“Siamo riusciti con un dialogo cordiale con le banche ad avere la possibilità per chi paga rate di mutuo variabile e ha visto le rate aumentare e gli stipendi restare fermi, di ritornare
alle rate di mutuo 2006 con un allungamento dei tempi di pagamento”, ha spiegato il premier.
Gli ha fatto eco il Ministro dell’economia, Giulio Tremonti, che ha così illustrato il meccanismo del provvedimento: “Le famiglie che vogliono possono avere una ristrutturazione del
mutuo che prevede che la rata da variabile diventa fissa alla quota del 2006”.
“La durata del mutuo non varia – ha aggiunto Tremonti – Alla scadenza, se resta una quota di capitale la scadenza verrà prolungata fino all’estinzione e, se la quota restituita
sarà maggiore di quella accordata, udite udite, verrà rimborsata”.

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