A Novara convegno sul ruolo produttivo dell'agricoltura nell'economia globale

“Agricoltura: una risorsa strategica per il futuro”, su questo tema, affrontato con lo spirito di chi intravede nell’evoluzione dei mercati e delle politiche agricole spazi per nuove
opportunità, Confagricoltura Novara-Vco ha incentrato il convegno che si è tenuto ieri nell’Auditorium della Banca Popolare di Novara.

Dopo i saluti delle autorità e l’introduzione di Giuseppe Ferraris, presidente dell’organizzazione agricola, è intervenuto Dario Casati, docente di Economia ed Estimo nella
Facoltà di Agraria dell’Università di Milano. Partendo dalla fiammata dei prezzi agricoli, Casati ha compiuto un’analisi dei mercati sempre più concorrenziali, meno
protetti da improvvisi sbalzi a causa dello smantellamento degli ammortizzatori della Pac e quindi più rischiosi, ma anche più ricchi di opportunità, come quella delle
produzioni energetiche. Ha poi presentato un quadro dei principali vincoli che ostacolano lo sviluppo del settore e del modo in cui è possibile superarli attraverso l’innovazione e la
capacità di rivedere continuamente le scelte tecniche ed economiche dell’azienda.

L’editorialista Enrico Cisnetto, prendendo spunto dalla relazione di Casati, ha moderato il dibattito a cui hanno partecipato il presidente di Confagricoltura, Federico Vecchioni, e il
presidente del Banco Popolare, Carlo Fratta Pasini. Vecchioni ha ribadito il ruolo strategico dell’agricoltura produttiva, fatta da imprese vitali che, cogliendo le opportunità del
mercato, svolgono anche le funzioni essenziali di salvaguardia dell’ambiente e del territorio su cui operano. Da qui la necessità di una programmazione politica che, attraverso un serio
sistema di concertazione, affronti con precise priorità i fattori limitanti lo sviluppo del settore. Vecchioni ha poi posto l’accento sul credito e su come Confagricoltura guardi con
attenzione al rinnovato mondo del sistema bancario. A questo proposito, Carlo Fratta Pasini ha assicurato che, con l’avvento della banca universale e l’abbandono della specializzazione degli
istituti di credito, sarà più facile mettere a punto nuovi prodotti finanziari per l’impresa agricola.

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