A Milano la rassegna “Exister_08 – Danzare nel silenzio”

Milano – Dieci appuntamenti in dieci diversi luoghi della città caratterizzeranno «Exister_08 – Danzare nel silenzio», manifestazione dedicata alla danza contemporanea
che si svolgerà a Milano, dal 15 gennaio al 28 aprile 2008.

Promossa dall’Assessorato alla Cultura e dall’Assessorato allo Sport e Tempo libero, con il contributo e il patrocinio di Cariplo, Regione Lombardia e Provincia di Milano, la rassegna
vedrà sulla scena artisti italiani e internazionali misurarsi con i linguaggi più all’avanguardia nel panorama della danza contemporanea.

«Oggi il Comune di Milano vuole ridar fiato a questa forma d’arte – dichiara l’assessore alla Cultura Vittorio Sgarbi -. Lo ha fatto nella passata stagione promuovendo la prima edizione
della Giornata Mondiale della Danza, immaginando una Casa della Danza e sostenendo la nascita di Exister_08 – Danzare nel silenzio, una nuova manifestazione, nata per offrire alle creazioni
più recenti e innovative della danza contemporanea un’occasione di visibilità e di riconoscimento nella nostra città».

«Nell’arco di tre mesi – conclude l’assessore Sgarbi – la manifestazione proporrà le creazioni di artisti fra i più apprezzati del panorama nazionale e internazionale, in
arrivo da Gran Bretagna, Svizzera, Belgio, Francia, accanto a gruppi più giovani che si esibiranno nei più importanti teatri e auditorium della città, a significare
l’interesse e le sinergie che questo settore dello spettacolo è in grado di attivare».

«Con la rassegna Exister_08 – dichiara l’assessore allo Sport e Tempo Libero Giovanni Terzi – la danza contemporanea diventa un’occasione per la città di Milano, ma soprattutto per
la danza stessa che si pone come segnale di speranza nel panorama artistico della nostra città, facendosi portavoce delle nuove creazioni dell’ultima generazione».

«Un percorso nell’immaginario collettivo – ha proseguito l’assessore Terzi – che passa necessariamente anche attraverso la contemporaneità della società in cui viviamo,
dalle guerre all’interattività, dal lavoro alla comunicazione».

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