Palermo: i progetti dell’IRVV per il futuro del vino siciliano
28 Aprile 2011
L’articolo, che qui di seguito ho riportato, doveva rappresentare solo un riepilogo delle prossime attività di promozione del vino siciliano pensate dall’IRVV. Durante la
scrittura, però, sono venuto a conoscenza della volontà, da parte dei vertici dell’attuale Amministrazione della Regione Siciliana, di voler accorpare una serie di enti dell’isola,
che attualmente si occupano di agricoltura, in un’unica mega-struttura.
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L’IRVV, Istituto Regionale della Vite e del Vino di Sicilia, dovrebbe essere smembrato e assorbito dal nuovo mega ente, andando così ad interrompere una serie di sinergie, che si
erano create tra esso e gli operatori del territorio. Nel nome di una fantomatica riduzione dei costi, quindi, si mortificherebbe il meritorio lavoro svolto finora dall’IRVV e dai suoi vertici,
nel campo della ricerca, della certificazione e della promozione, trattando l’Istituto come un inefficiente carrozzone pubblico, quale esso non è.
Un unanime coro a difesa dell’Istituto si è subito sollevato, tutti gli operatori locali del settore vitivinicolo, si sono schierati dalla parte dell’IRVV, con la speranza di spingere
chi di dovere ad un ripensamento, considerando quanto nefasto, per l’economia dell’isola, possa essere anche solo un inceppamento dei meccanismi e del lavoro svolto finora, escludendo quindi,
dalle pseudo logiche del risparmio a tutti i costi, un ente che ha ben amministrato denaro pubblico ed idee e che, per quanto perfettibile possa essere ogni sua azione, ha ben incentivato un
comparto agricolo che ha collaborato parecchio all’aumento del PIL siciliano.
Pertanto, in seguito a tali eventi, non posso che unirmi al coro di difesa dell’Ente, lasciando l’esame del passato ad altri e dedicandomi alle occasioni del futuro, che rischiano
irrimediabilmente di perdersi.
Tralasciando il vasto e importante lavoro svolto in passato dall’Istituto, in seguito ai molti annunci diffusi dall’IRVV, Istituto Regionale della Vite e del Vino di Sicilia, provenienti dal
padiglione Sicilia del Vinitaly 2011, ho deciso di aprire una finestra sul futuro, una sorta di breve riepilogo dei numerosi prossimi appuntamenti che la promozione del vino avrà
in Sicilia.
Il mondo del vino siciliano, quest’anno, si è aperto con il Winett Sicilia, incontro tra buyers e cantine svoltosi a Palermo nello scorso mese di Marzo, poi è arrivata la
proficua parentesi tedesca del ProWein di Dusseldorf, dove l’IRVV ha ancora una volta, rimarcato il collegamento tra vino e territorio, ripresentandosi con la nuova organizzazione degli
stand, debuttata al Vinitaly nel 2010.
Ben 29 le cantine partecipanti, le quali hanno ben figurato nel panorama espositivo della fiera tedesca e, con il supporto dall’Istituto, anche negli importanti mercati del nord Europa.
Il Presidente dell’IRVV, Leonardo Agueci, sta delineando un rapporto che va oltre la qualità e la convenienza dei prezzi, esso è infatti, come dichiarato da esso stesso, “fondato
sui rapporti di fiducia che intercorrono tra aziende siciliane e tedesche”. Oggi il ProWein, accoglie 3.500 espositori con 50 nazioni rappresentate, esso è un’importantissima finestra,
non solo sulla Germania, ma anche su tutti i mercati del nord Europa e soprattutto su quelli emergenti dell’est, dove il brand Sicilia è in costante ed inarrestabile ascesa. Pertanto,
quale occasione migliore per propagandare l’azzeccata formula: “esportare vino ed importare turismo”?
Il Vinitaly di Aprile, però, è stato il luogo preferito dall’Istituto per svelare una serie di iniziative promozionali, per il settore vitivinicolo, finora mai viste nell’isola
del sole.
Unico il filo conduttore delle iniziative: promozione della qualità legata al territorio ed al turismo. Innanzi tutto, viene confermata la nuova organizzazione degli stand, già
dall’anno scorso suddivisi nei 17 territorio vitivinicoli che l’IRVV ha identificato, grazie alle loro sostanziali differenze pedoclimatiche, rimarcando come la Sicilia sia un continente del
vino.
Negli 8.000 mq del padiglione siciliano a Verona, hanno esposto ben 200 cantine dell’isola, distribuite in ben 170 stand. Una presenza massiccia e compatta che ha dimostrato ai visitatori
un’immagine ed una strategia unitaria della vitivinicoltura siciliana.
Poi è arrivato l’annuncio del protocollo d’intesa tra l’IRVV e il Dipartimento di Ingegneria Industriale dell’Università degli Studi di Palermo, al fine di costituire un “Sistema
integrato di connessione e informazione” applicato al mondo del vino. Lo scopo è quello di utilizzare le tecnologie informatiche al fine di facilitare la fruizione del patrimonio
vitivinicolo dell’isola.
Procube e Informamuse, neonate spin-off dell’Università di Palermo, hanno creato delle applicazioni informatiche che rendono facilmente consultabili mappe arricchite da database di
informazioni, tramite l’ausilio di smartphone e touch screen, al fine di approfondire cantine e territori.
Inoltre, appositamente per il Vinitaly, sono state utilizzate fotografie e video in 3D per calare il visitatore in immagini virtuali che si confondono con la realtà dei sapori, profumi e
cultura di una delle terre più vitate del mondo. Il Sicilia@Vinitaly2011, è stato un vero e proprio programma di benvenuto informatico, una porta sul vino siciliano e sul web che
ha previsto, oltre ai già citati tour virtali, anche l’accesso gratuito al wi-fi, all’interno della zona del padiglione Sicilia.
Un altro importate annuncio, invece, ha squarciato il fronte della qualità con il quale, l’Istituto, ha assunto la responsabilità di farsi garante del vitigno che più di
altri ha dato lustro al vino siciliano: il Nero d’Avola.
Tramite un disciplinare di produzione, l’IRVV, assegnerà un “bollino di qualità”, selezionando le produzioni che rispetteranno le restrittive regole appositamente scritte, insomma
un vero “Marchio di Qualità sul Nero d’Avola”. Con tale iniziativa si dovrebbe finalmente creare una netta separazione tra il vitigno di bassa qualità, a volte addirittura
imbottigliato al di fuori dei confini regionali, e quello prodotto con criteri che ne salvaguardano l’autenticità ed il territorio di provenienza.
L’istituto ha mostrato attenzione anche per la comunicazione, istituendo e patrocinando il premio giornalistico “Sicilia Terra Mediterranea”, dedicato a tutti gli operatori che, nel
campo dei media, promuoveranno il comparto vitivinicolo siciliano.
Altro annuncio, durante il Vinitaly, è stato quello che ha illustrato, la manifestazione itinerante “Bacco nelle cantine di Venere”, che partirà il prossimo Luglio e che
interesserà quelle cantine caratterizzate da una forte presenza femminile, premiando così la sinergia tra vino, arte e donne, con spettacoli al femminile e degustazioni.
In ultimo, ma non meno importante, è la strategia di internazionalizzazione del vino siciliano, grazie alla collaborazione con la wine export consultant Michèle Shah. Numerose le
iniziative che coinvolgeranno diverse cantine, in diversi territori, in diverse date, in diverse città del mondo, durante tutto il 2011.
Dopo il già citato “WINETT SICILIA” di Marzo e l’ “INCOMING USA/CANADA TRADE E STAMPA” del 9-21 Aprile, il 28 Giugno sarà la volta del “DEFINITIVE ITALIAN TASTING LONDRA”, dall’8
al 13 Settembre dell'”OUTGOING USA MIAMI & NEW YORK”, il 28 Settembre della “DEGUSTAZIONE ‘VINI DI SICILIA’ di Londra, a Ottobre dell’ “INCOMING STAMPA ESTERA”, poi probabilmente un altro
WINETT TASTE & TRADE, infine, dal 26 al 29 Ottobre, il “THE MOSCOW INTERNATIONAL WINE EXPO”.
Già oggi, però, si sta progettando il programma per il 2012, che si preannuncia ancora più interessante, ben assortito di tappe in nuovi paesi dove esportare il
Wine-Sicily.
Tutto ciò si è potuto realizzare grazie a tre importanti concomitanti condizioni. La prima è quella della fervida attività dimostrata dai vertici dell’IRVV,
attualmente rappresentati dal Presidente Leonardo Agueci e dal Direttore Dario Cartabellotta, la seconda, che ha reso possibile la messa in pratica di tante idee, è stata il
finanziamento attraverso il Programma di Sviluppo Rurale della Regione Sicilia 2007-2013, in particolare della Misura 133, “Sostegno alle associazioni di produttori per attività di
informazione e promozione”; la terza ed ultima condizione è stata quella di aver scelto, finora, partner pubblici, ma soprattutto privati, che hanno saputo interpretare e realizzare
con l’adeguata professionalità, i progetti dell’IRVV.
Veramente notevole per un Istituto che, in qualità di ente regionale, potrebbe essere erroneamente visto, utilizzando il solito luogo comune, come un “improduttivo stipendificio”.
Maurizo Artusi
per Newsfood.com





