Mangiate d’estate, il peso acquisito dura un anno
30 Agosto 2010
Grigliate di pesce sulla spiaggia, barbecue sui laghi e feste gastronomiche in montagna: chi è andato in vacanza ed ha mangiato tanto (e bene) senza però fare movimento, si
prepari a pagare il conto sulla bilancia. Il peso accumulato in estate è infatti resistente, in grado di durare un anno o più.
E’ l’annuncio di una ricerca dell’Università di Linkoping (Svezia), diretta da Asa Ernersson e pubblicata su “BioMed Central’s Nutrition & Metabolism”.
Gli scienziati hanno lavorato con 18 volontari, sottoponendoli ad una nutrizione maggiorata (+70% rispetto al normale): dopo un mese tutti loro avevano preso 6,4 chili. Nei 6 mesi successivi,
i soggetti sono riusciti a dimagrire, ma l’accumulo si mostrava tenace: dopo 1,2 anni le cavie avevano ancora problemi di linea.
Per Ernersson, tale vicenda dimostra come un’alimentazione eccessiva (anche di breve durata) può modificare profondamente la fisiologia.
Secondo il capo-ricercatore, la chiave di volta è la massa grassa, “Che subisce un effetto duraturo dopo un periodo di grandi consumi alimentari ed esercizio fisico ridotto al minimo”.
Tuttavia, non bisogna trascurare i comportamenti del soggetto: i peccati di gola tendono a fare presa, inducendo spesso alla ripetizione (e mettendo così a rischio la linea).
Fonte: Ernersson A, Nystrom FH, Lindstrom T, “Long-term increase of fat mass after a four week intervention with fast food based hyper-alimentation and limitation of physical activity”,
Nutrition & Metabolism 2010, 7:68 (25 August 2010), doi:10.1186/1743-7075-7-68
Matteo Clerici
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