Quote latte: 20 anni di infrazioni, 4 miliardi di multe
12 Luglio 2010
Bruxelles – Nella storia, lunga oltre vent’anni, delle quote latte, “l’Italia ha dovuto pagare all’Ue più di 4 miliardi di euro di multe, mentre ne ha recuperate presso i produttori
300 milioni circa; ci sarebbero invece state le condizioni per recuperare una cifra vicina al miliardo”. Insomma, secondo i dati raccolti, il sistema europeo delle quote latte si è
rivelato per l’Italia un vero e proprio fallimento dal punto di vista finanziario, in quanto il pagamento delle multe è ricaduto in gran parte sui contribuenti italiani.
Così, all’indomani della lettera che il commissario Ue all’agricoltura Dacian Ciolos ha inviato al ministro per le politiche agricole Giancarlo Galan, sul rischio d’infrazione se dovesse
ripetersi il rinvio dei pagamenti, il ‘caso Italia’ è di nuovo sotto la lente d’ingrandimento degli esperti alla Commissione europea. E’ questo, mentre i trattori dei produttori di latte
ritornano domani nella capitale europea per ‘assediare’ la sede del Consiglio Ue, dove i ministri dell’agricoltura dei 27 Stati membri – per l’Italia il ministro Galan – si confronteranno sulle
condizioni per dare un futuro al settore del latte in Europa.
Insomma, una situazione ad alta tensione. Alla manifestazione indetta dall’European Milk Board (Emb), saranno presenti alcune migliaia di produttori di cui oltre un centinaio italiani, che
partiranno questa sera da Brescia in due pullman, per giungere domattina a Bruxelles. Li guiderà Roberto Cavaliere, rappresentante nazionale del Copagri e membro dell’Emb.
Per Galan domani sarà l’occasione di un incontro con il commissario Ciolos in margine ai lavori del Consiglio Ue, dove probabilmente faranno il punto della situazione in Italia.
A Bruxelles, negli ambienti comunitari, non si nasconde una certa irritazione in quanto si riteneva chiuso il dossier Italia sulle quote latte dopo che nel 2008, in occasione del bilancio di
revisione della politica agricola comune, l’Italia – unica in Europa – anche grazie alla proposta della Commissione Ue ottenne un aumento del 5% della quota di produzione. E questo, nonostante i
diversi tentativi – in primo luogo della Germania – di ostacolarne la decisione. Proprio quell’aumento del 5%, ormai pienamente in vigore, permetterà per la prima volta all’Italia nella
campagna di produzione 2009-2010, di non superare la propria quota e quindi di non pagare nuove multe.
Ora resta da sistemare il passato e la lettera di Ciolos a Galan, è da interpretare come una seria messa in guardia. Anche perché – ricordano le fonti – sulla questione delle quote
latte l’Italia è già stata condannata una volta dalla Corte di giustizia dell’Ue, e l’avvio di una eventuale nuova procedura sarebbe accompagnato – come prevede la normativa europea
– da ammende per lo Stato membro, che possono essere anche giornaliere, fino all’attuazione piena degli obblighi, ed estremamente salate.
Patrizia Lenzarini – Ansa.it per NEWSFOOD.com




