Proposte restrizioni al commercio di alcune specie marine minacciate
14 Dicembre 2009
Un gruppo consultivo di esperti indipendenti riunito presso la FAO ha formulato raccomandazioni relative a sei proposte per la limitazione del commercio internazionale di alcune specie acquatiche
nell’ambito della Convenzione sul commercio internazionale delle specie di fauna e flora selvatiche minacciate d’estinzione. (CITES).
La Convenzione CITES è stata istituita per proteggere le specie selvagge che hanno subito in modo diretto gli effetti negativi della commercializzazione. Non è stata concepita
per proteggere le specie che sono a rischio d’estinzione per altri motivi. Quando una specie è inclusa nell’elenco CITES il suo commercio a livello internazionale è soggetto a
vari gradi di controllo, a seconda del suo status, dall’imposizione di misure restrittive del commercio (se incluse nell’Appendice II del CITES) al bando totale di ogni attività
commerciale (Appendice I).
Le proposte, presentate da vari componenti del CITES, chiedono alla Convenzione di controllare il commercio internazionale di certe specie di squali e di coralli, e di bandire del tutto il
commercio internazionale del tonno rosso (Thunnus thynnus). Queste proposte saranno esaminate nel corso della 15a Conferenza del CITES (Doha, Qatar, 13-25 marzo 2010).
Il gruppo consultivo, formato da 22 esperti internazionali di 15 paesi differenti, è stato convocato per valutare le proposte in accordanza con i criteri stabiliti dalla Convenzione e
per formulare raccomandazioni indipendenti ed imparziali basate su criteri scientifici presentati per ogni singola proposta. Questo rappresenta la procedura formale con cui la FAO
canalizza pareri e consulenze di studiosi esterni al CITES. Sarà poi compito della Conferenza delle Parti prendere una decisione finale.
Le proposte del gruppo d’esperti
Dopo un’analisi approfondita durata sei giorni e utilizzando i criteri CITES, il panel d’esperti ha determinato che esistono prove sufficienti per includere le seguenti specie nell’Appendice II
del CITES: lo squalo longimanus (Carcharhinus longimanus), lo smeriglio (Lamna nasus), lo squalo martello merlato (Sphyrna lewini). Inoltre, per rafforzare la protezione dello squalo
martello si è proposta l’inclusione di altre due specie di “aspetto simile”, il pesce martello maggiore, (Sphyrna mokarran) ed il pesce martello (Sphyrna zygaena).
Il panel d’esperti non ha raggiunto l’unanimità sulla proposta di includere il tonno rosso (Thunnus thynnus) nell’Appendice I, anche se la maggioranza ha ritenuto che vi fossero prove
scientifiche sufficienti per farlo. Vi è stata invece unanimità sulla sua inclusione nell’Appendice II.
Per quanto riguarda le restanti specie in considerazione, lo Squalus acanthias conosciuto comunemente come spinarolo, e tutte le specie della famiglia corallina delle Coralliidae, gli esperti
hanno stabilito che non vi fossero abbastanza prove secondo i criteri CITES, per una loro inclusione nell’Appendice II. Tuttavia hanno fatto notare che una gestione non appropriata in molte
zone di distribuzione di queste specie è motivo di “seria preoccupazione”. E per questo hanno sollecitato che i paesi e le organizzazioni regionali di pertinenza di queste aree vi
pongano rimedio per evitare che i tassi di sfruttamento superino livelli accettabili.
Il rapporto completo del gruppo consultivo d’esperti sarà disponibile entro il mese prossimo e sarà pubblicato sulla pagina web del Dipartimento Pesca ed Acquicoltura della
FAO.
Nota per i giornalisti
Per informazioni sulla Convenzione CITES vedere: http://www.cites.org/eng/disc/text.shtml
I criteri usati dagli esperti sono pubblicati su: http://www.cites.org/eng/res/09/09-24R14.shtml.
Informazioni sulle proposte fatte per la prossima Conferenza delle parti CITES sono disponibili al seguente URL: http://www.cites.org/eng/cop/15/doc/index.shtml





