Torino: Piano controlli per i vini a denominazione d’origine – Nuova OCM vino a livello comunitario
30 Aprile 2009
Torino – Si è svolto in Regione un incontro con tutti i rappresentanti del mondo vitivinicolo piemontese per affrontare il tema del piano controlli per i vini a denominazione
d’origine, in relazione all’entrata in vigore della nuova OCM vino a livello comunitario.
Il comparto si trova infatti ad affrontare, tra gli altri adeguamenti, il delicato tema dell’individuazione dei soggetti terzi preposti alle certificazioni, all’interno di un quadro normativo
mutato, che prevede, per il mondo del vino, il passaggio dal sistema di denominazioni basato su DOC e DOCG a quello DOP-IGP comune agli altri prodotti agroalimentari.
Il modello organizzativo e gestionale che il Piemonte ha introdotto sin dal 2007, seguito con interesse da altre Regioni, che prevede la piena sinergia tra i diversi attori della filiera,
è diventato un punto di riferimento a livello nazionale: Province, Consorzi, Camere di Commercio, organizzazioni agricole e cooperativistiche, associazioni dei produttori, riunite oggi
alla presenza dell’Assessore regionale all’Agricoltura, hanno concordato sulla necessità di confermare e perfezionare questo modello.
Il soggetto terzo incaricato dei controlli – scelto dai produttori – potrà essere di natura privata o pubblica oppure più attori (Province, Camere di Commercio, Consorzi) potranno
seguire, come già avviene, specifiche fasi del processo di certificazione. Ciò che dovrà accomunare tali attività è un modello organizzativo che rispetti
precisi requisiti improntati alla razionalizzazione delle attività, al contenimento dei costi, alla semplificazione burocratica.
L’obiettivo è che la singola azienda agricola possa avere un unico soggetto e ufficio di riferimento per le pratiche di certificazione, a sua volta incaricato di gestire i rapporti
all’interno della filiera. Questo permetterà di delineare un unico disegno territoriale, un vero e proprio “protocollo Piemonte” che governi il sistema.
L’orientamento emerso dall’incontro, ulteriormente perfezionato in un tavolo tecnico ristretto, verrà sottoposto al Ministero e alle altre Regioni.
Il piano dei controlli.
Il protocollo di intesa che ha dato attuazione in Piemonte – prima fra le Regioni italiane – al piano dei controlli previsto dal Ministero sui vini DOC e DOCG è stato firmato il 14
novembre 2007 ad Alba, da Regione Piemonte, Federazione dei Consorzi di Tutela e Unioncamere Piemonte.
Sulla base delle linee guida fissate dai Decreti Ministeriali 29 marzo e 13 luglio 2007, il Piemonte ha scelto di attuare i controlli con una modalità gestionale fondata sulla
semplificazione degli adempimenti e sulla sinergia tra gli enti: Consorzi di tutela, Camere di commercio e Province.
L’esito finale è il rilascio delle fascette, stampate dal Poligrafico dello Stato, uniche e garantite per ogni bottiglia, dalle quali è possibile risalire al vigneto di origine,
grazie alla informatizzazione dell’intero sistema.
Oggi circa l’80% dei vini piemontesi a denominazione d’origine è sottoposto a controlli e si prevede entro l’anno di estendere il sistema all’intera produzione.





