La Campania al 43° Vinitaly
8 Aprile 2009
l wine business in primo piano e grandi novità nell’ambito della promozione del comparto vinicolo regionale: queste le carte che la Campania ha giocato al 43° Vinitaly con
l’allestimento dell’Enoteca regionale con un banco circolare che ha favorito l’afflusso del pubblico e la degustazione delle oltre 5000 etichette delle cinque province campane. Grazie alle 180
aziende e ai 5 consorzi di tutela regionali: Irpinia, Sannio, Caserta, Campi Flegrei, Vesuvio, si è dato spazio ai contatti commerciali e favorito il wine business.
Così il Rappresentante della Consulta Nazionale dell’Agricoltura e Agroalimentare, Rosario Lopa, sulla presenza dei vini napoletani e campani alla 43 edizione del Vinitaly di verona. Il
Vinitaly è una fiera importante, ha proseguito Lopa, e soprattutto è una grande risorsa per accompagnare le imprese vitivinicole napoletane sulla strada dell’internazionalizzazione
del vino italiano. Bisogna continuare a farle crescere, nella consapevolezza che è solo all’inizio.
Dobbiamo conquistare i nuovi mercati. Dobbiamo continuare a lavorare sulla qualità e sulla promozione.Il settore vitivinicolo deve affrontare ancora questioni importantissime ed è
pertanto necessario, ha spiegato l’esponente dell’Agricoltura, che il comparto faccia ricorso al tavolo della filiera, impegnandosi ad utilizzare questo strumento come punto di riferimento per
fronteggiare le future sfide. Tra queste vi è innanzi tutto quella del nuovo piano dei controlli e l’alleggerimento del carico burocratico.
Bisognerà, ha sottolineato Lopa, avviare procedure snelle e garantire durezza nei controlli per evitare contraffazioni e truffe ma tutto questo non dovrà essere pagato dai
produttori . Dobbiamo innestare la cultura dei controlli che non sia quella della burocrazia, del cartaceo. Su questo terreno ci giochiamo gran parte della partita che stiamo affrontando in campo
internazionale.
Sottolineando ancora la centralità del sistema-filiera, ha concluso il rappresentante della Consulta, per lo sviluppo del settore puntando, infatti, sugli elementi fondamentali della
qualità e della tipicità italiani, con azioni indirizzate allo sviluppo e alla modernizzazione dell’intera filiera vitivinicola napoletana, con l’obiettivo di rendere innovativo e
all’avanguardia tutto il sistema produttivo del settore.





