Sfida sulle pensioni Veltroni – Berlusconi

By Redazione

La campagna elettorale entra nel vivo, nuovo duello a distanza tra Walter Veltroni e Silvio Berlusconi, questa volta sulle pensioni, il candidato premier del Pd ha annunciato le sue proposte
per l’aumento di quelle minime e a stretto giro di orologio il leader del Pdl ha replicato annunciandone uno ancora più drastico: adeguarle al costo della vita.

Si apre così la seconda fase della campagna elettorale, che sarà decisiva soprattutto per convincere una grossa fetta di elettori che ancora non ha scelto per chi votare. Veltroni
aveva annunciato che si sarebbe dedicato a proposte pratiche per migliorare la vita delle persone più deboli. Ha quindi illustrato la sua ricetta: sulle pensioni serve «un
intervento immediato» ed è possibile attuarlo utilizzando «la leva fiscale». «L’intervento previsto – ha spiegato – riguarda i pensionati di oltre 65 anni e
determina, a partire dal primo luglio 2008, un incremento medio di quasi 400 euro l’anno per le pensioni fino a 25mila euro l’anno e un incremento tra i 250 e i 100 euro l’anno per le pensioni
di importo compreso fra 25mila e 55mila euro l’anno». Un ‘pacchetto’ di proposte che piace alla Cgil. «E’ una proposta positiva – approva Guglielmo Epifani – ed è bene che la
campagna elettorale si occupi dei problemi concreti delle persone».

Il Cavaliere però ha rivendicato i risultati già ottenuti dal suo precedente governo: «Siamo stati gli unici ad aumentare davvero le pensioni minime, adesso il problema
è fondamentalmente uno: le pensioni non sono adeguate all’aumento del costo della vita». Berlusconi non ha lasciato spazio al suo avversario: «Il partito dei pensionati sta
con noi e i pensionati ci daranno il loro voto per ciò che abbiamo fatto e che faremo». Una promessa confermata anche dal leader di An Gianfranco Fini: «Se vincerà il
Pdl le pensioni saranno adeguate all’inflazione». Un’ipotesi, quest’ultima, che guarda alle fasce deboli forse più di quanto non faccia quella dei democratici che, proprio per voce
del senatore Giorgio Tonini, spiegano che «è un’operazione da ceto medio». Insomma, come spiega anche Tiziano Treu (Pd), «va oltre le minime», o meglio, estende
ai redditi fino a 25mila euro annui la cosiddetta ‘quattordicesima’ già prevista dal governo Prodi per le minime. Forse anche per questo il pacchetto previdenza del Pd incassa critiche
da sinistra. E nella Sinistra Arcobaleno la proposta viene giudicata come minimo tardiva. «Tutto ciò che è promesso è buono – commenta il candidato premier della
Sinistra l’Arcobaleno, Fausto Bertinotti – e quindi anche la proposta del Pd, anche se per noi si deve cominciare dalle pensioni più basse. Abbiamo individuato una soglia minima di 800
euro e un sistema di indicizzazioni più efficace per garantire la tutela del potere d’acquisto. I miglioramenti non sono mai da rifiutare mi chiedo però perché non sono
stati fatti fino a ora». C’e’ poi chi attacca: si favoriscono le pensioni ‘vecchie’, piuttosto che quelle dei precari e delle donne, e chi recrimina sul fatto che non si sia insistito a
sufficienza sull’aumento di salari e pensioni subito con il tesoretto. E’ la critica, ad esempio di Betty Leone, sindacalista a capo dello Spi-Cgil, in lista con la Sinistra Arcobaleno in quota
Sinistra Democratica. «Perché Veltroni invece di avventurarsi in strane proposte – attacca – non ha insistito di più per ridistribuire il tesoretto in salari e pensioni
già in questa legislatura?».

Salvatore Arnesano

Condividi su:

VISITA LO SHOP ONLINE DI NEWSFOOD